Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Monti-Visco, verifica sullo scudo anti-spread

Gran consulto antispread a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Mario Monti, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli e il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Una colazione di lavoro con al centro le possibili strategie per far fronte alla perdurante tensione sui titoli del nostro debito pubblico, anche in previsione delle decisioni di venerdì dall’Eurogruppo sul piano di ricapitalizzazione da 30 miliardi diretto alle banche spagnole. Passaggio di notevole importanza, per scongiurare il rischio contagio per l’Italia.
Non si è trattato della prima riunione del neocostituito comitato per il coordinamento della politica economica e finanziaria, per l’assenza dei ministri, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi. «Non si è trattato di una riunione di emergenza perché non si ravvisa alcun incendio nell’immediato». E la linea, al momento, resta che l’Italia non ha intenzione di chiedere l’attivazione dello scudo antispread, che presupporrebbe la definizione del relativo «memorandum of understanding».
Al momento, e fino a settembre, formalmente l’Eurozona è senza protezione antispread. Dunque non resta che affidarsi alla strumentazione di cui si può nel frattempo disporre. Si lavora nelle pieghe del meccanismo europeo di stabilità (Esm), nel quale magna pars è affidata al consiglio dei governatori che delibera all’unanimità proprio in relazione alle modalità di concessione dell’assistenza finanziaria allo stato membro che ne faccia richiesta (nel caso di decisione urgente basta la maggioranza qualificata dell’85%), tenendo conto che l’effettiva capacità di prestito del fondo salva Stati è di 500 miliardi. Il punto chiave è la funzione della Bce che può operare da agente per conto sia dell’Efsf che dell’Esm «per condurre operazioni di mercato riconducibili agli obiettivi di stabilizzazione», acquistando per conto dei due fondi bond sul mercato secondario.
In questo periodo di intermezzo (in attesa che il 12 settembre si pronunci la Corte Costituzionale tedesca) opera il meccanismo di sostegno diretto agli Stati membri. Poi, una volta istituito il meccanismo di vigilanza unico del sistema bancario, il fondo permanente salva Stati avrà facoltà di ricapitalizzare direttamente gli istituti creditizi. Si scaldano i motori e la Bce è pronta a intervenire qualora nelle prossime settimane la tensione sui mercati dovesse investire frontalmente il nostro paese, portando il livello dello spread ben oltre i 481 punti base di ieri.
Si teme agosto, mese tradizionalmente propizio agli attacchi speculativi. L’anno scorso, il precipitare degli eventi indusse il Governo Berlusconi, dopo la lettera della Bce, a varare la seconda manovra correttiva dell’estate proprio a ridosso di Ferragosto.
La convinzione comune (in linea peraltro con quanto ha sostenuto il Fmi) è che l’attuale livello del differenziale Btp/Bund non sia in linea con i fondamentali della nostra economia. «L’Italia soffre di valutazioni soggettive su dati oggettivi che sono ingiuste», osserva il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Tuttavia vi è «un’ansia di interventi sopra le righe, anche perché lo spread pur alto mostra una certa stabilità». Si scaldano in ogni caso i motori per affrontare le turbolelenze presenti e future.
Qualora il nostro paese dovesse farne richiesta, si dovrebbe concordare il memorandum of undestanding, sulla base delle raccomandazioni inviate dalla Commissione a ciascun paese. La palla passerà a quel punto alla Bce, che opererà appunto come agente ora dell’Efsf e poi del meccanismo permanente salva Stati. La ratio che ha ispirato l’offensiva di Monti sullo scudo antispread, a ridosso e durante il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, non muta: si tratta di uno strumento cui affidare un’azione di deterrenza, di segnale ex ante ai mercati. Se lo scenario dovesse mutare radicalmente, si valuterà se attivare la procedura perché agisca da vero e proprio «muro antincendio». Sul fronte dei rimedi interni, la “strana” maggioranza che sostiene Monti scongiura nuovi interventi: Bersani e Casini ieri hanno tenuto a far sapere che «non si può fare una manovra al mese» anche se la situazione è grave.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa