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Monti vede Napolitano: spiegherà le scelte al Paese

ROMA — Alla fine del concerto di Natale, uscendo dal Senato, i giornalisti hanno voglia di sapere com’è andato l’incontro fra il premier e la prima carica dello Stato. Giorgio Napolitano non sorride, si limita a poche parole, prima di infilarsi in macchina: «Se l’incontro ha fatto chiarezza lo deve dire lui e lo dirà lui».
Poco dopo, poco distante, Mario Monti, alla stessa domanda, risponde con cortesia, sorride lievemente, ma è ancora più laconico: «Buon Natale davvero, tanti, tanti auguri».
Com’è andato veramente l’incontro fra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio? Quando sarà fatta chiarezza sull’impegno del capo del governo, alla scadenza del suo mandato? A Palazzo Chigi dicono che tutte le ipotesi sono ancora aperte, compresa quella di una lista personale del Professore, una versione che può esser presa per buona, ma che non conferma e non esclude nulla, lasciando quasi intatta la curiosità generale.
Altre fonti istituzionali invece ricostruiscono un colloquio tutto sommato sereno, in cui Monti avrebbe spiegato di stare pensando ad una sorta di elenco programmatico, un insieme di idee e riforme possibili, da lasciare al Paese e al dibattito della campagna elettorale. Lui ne starebbe fuori, le sue proposte no: e chi volesse sposarle, sottoscriverle, promuoverle, sarebbe libero di farlo.
È una versione diversa, inedita, di quello che potrebbe essere l’impegno del Professore nelle prossime settimane. Niente candidatura, nessuna lista propria, nessuna benedizione esplicita a nessuna lista pro Monti. Lui starebbe fisicamente lontano dalla campagna elettorale, come del resto gli ha consigliato qualche giorno fa proprio Giorgio Napolitano, mentre un possibile endorsement di una lista arriverebbe sotto forma di affinità politiche e programmatiche, il terreno più congeniale al presidente del Consiglio. In sintesi: chi ha voglia di rivedermi a Palazzo Chigi sposi prima le mie idee, poi si vedrà.
In ogni caso occorrerà attendere forse un’altra settimana prima che sia fatta veramente chiarezza. La conferenza stampa di fine anno, fissata per venerdì prossimo, evento in cui Monti finalmente scoprirebbe le carte, potrebbe slittare di un giorno o due. Tutto dipenderà dal momento esatto di approvazione della legge di Stabilità e da quello successivo delle dimissioni nelle mani del capo dello Stato.
«Monti parlerà al Paese e non darà una battuta ma farà un discorso argomentato, avremo un discorso in cui spiegherà i motivi della sua scelta», diceva ieri il ministro Andrea Riccardi. Che aggiungeva parole sul valore elettorale del presidente del Consiglio: «Credo che tolga voti al centrosinistra, qualcosa anche alla destra ma soprattutto all’astensionismo. Monti fa venire voglia di tornare a votare, la sua non è una proposta ideologica, ma spariglia».
In ogni caso, rimarcava ancora il ministro, «credo che Monti sarà riferimento politico e morale per un grande rassemblement di uomini e donne che vogliono cambiare l’Italia».

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