Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Monti: tempi non lunghi per gli eurobond

Un vertice senza decisioni operative, quello svoltosi due sere fa a Bruxelles e conclusosi a tarda notte. Mario Monti, che a caldo ha espresso una moderata soddisfazione (vi sono stati alcuni passi in avanti ma occorre fare di più in direzione della crescita) torna a rilanciare sugli eurobond («credo vi sarà un’accelerazione ma non è questione di mesi»). Ne parla al termine dell’incontro a palazzo Chigi con il primo ministro della Repubblica Ceca, Petr Necas: «L’Italia vede molto favorevolmente la creazione, quando i tempi saranno più maturi, non fra moltissimo, di eurobond». Ogni strumento utile a «rafforzare la preparazione dei Paesi europei per il loro futuro attraverso un’intensa attività di investimenti proficui sarà incoraggiata dal nostro Paese». Crescita da sostenere in piena coerenza con la disciplina fiscale. «Per me è cominciata la fase del cresci-Europa, senza la quale non può esservi un cresci-Italia». In serata, intervenendo alla trasmissione televisiva «Piazza pulita», auspica decisioni incisive per il prossimo vertice europeo di fine giugno: «Arriveremo preparati e maturi per decisioni forti». Ad Angela Merkel ricorda che se uno dei Paesi dell’Eurozona salta «è un problema per tutti. Non voglio neanche citare questi scenari, ma se per esempio l’Italia dovesse uscire dall’euro e la lira si svalutasse, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche». L’Italia sta riacquistando credibilità, «i fatti parlano, non abbiamo più lezioni da ricevere».
Eurobond dunque, grazie al nuovo asse con François Hollande, ma con prudenza poiché è consapevolezza comune degli effetti di un perdurante isolamento della Germania su questo e altri temi al centro del confronto in sede europea. Necas è tra gli scettici sugli eurobond, in linea con Angela Merkel. Teme che cresca la propensione «all’azzardo morale di alcuni Paesi, portando a un allentamento della disciplina fiscale».
Il bottino della lunga riunione notturna a Bruxelles non è ricchissimo. Ma è questa è la situazione oggi in Europa. Incombe la catastrofe greca, e il meccanismo europeo appare inceppato. Monti ne ha parlato brevemente nella sede dell’Ambasciata italiana a Bruxelles prima di ripartire per Roma con il leader di Nea Dimokratia Antonis Samaras (è in programma a breve anche un incontro con Evangelos Venizelos, leader del Pasok). Il destino dell’Eurozona è appeso all’esito delle elezioni greche del 17 giugno e la linea italiana è perché la Grecia resti nell’euro. «Siamo fortemente determinati a sostenere il raggiungimento di questo obiettivo». In serata torna sull’argomento: l’esito più positivo è che la Grecia ce la faccia. «L’Europa ha sbagliato nell’avere richiesto un aggiustamento troppo rapido alla Grecia. L’Europa, l’ho detto alla Germania, deve saper aspettare, non bisogna avere la tendenza del troppo breve periodo neppure nell’esercizio della disciplina di bilancio». La Grecia ha perso la propria sovranità («è un’umiliazione pazzesca») e differentemente da noi «lì non hanno avuto il presidente Napolitano. Il capo dello Stato ci ha salvato dal rischio di deriva greca». Il momento peggiore? «Quando l’Italia rischiò di essere messa sotto tutela dell’Fmi, al G-20 di Cannes di fine ottobre». Nell’autunno del 2011 abbiamo corso il rischio di non pagare più gli stipendi. Berlusconi in parte aveva ragione nel sostenere che in parte non dipendeva da noi, ma l’Italia «era disallineata rispetto agli altri Paesi». E ora? «Non credo che gli italiani siano nostalgici della lira». Lo spread non scende per effetto dell’incertezza del contesto europeo. Quanto al prospettato aumento di due punti dell’Iva da ottobre, Monti conferma: «Abbiamo ancora la speranza di evitarlo». L’attesa è per gli esiti della spending review. A giorni è atteso un primo rapporto da Enrico Bondi, «senza escludere nessuno dal nostro ambito di osservazione». Dobbiamo riprendere a crescere. Le imprese soffrono «per il calo della domanda interna». Monti pensa a una legge che «obblighi tutti i responsabili di cariche pubbliche a pubblicare i redditi e la situazione patrimoniale, come hanno fatto i membri del Governo».
Si apre forse una nuova fase, ma pesano troppe incognite. Il tempo delle decisioni in Europa è in evidente distonia rispetto all’urgenza del momento. Se ne parlerà nel vertice a quattro con Angela Merkel, François Holland e Mariano Rajoy, non ancora fissato ma in programma per il mese di giugno. «Qualcosa si muove sugli Eurobond», insiste. Anche sugli investimenti qualche passo in avanti. La proposta italiana è di «valutare diversamente» ai fini della disciplina di bilancio le spese dirette ad alcune categorie di investimenti “strategici” rispetto alle spese correnti. Riflessione in corso anche sul diverso metodo di contabilizzazione dei debiti della Pa nei confronti del sistema delle imprese. Monti incassa l’apprezzamento dell’Ocse: «È l’uomo giusto, nel posto giusto e nel momento giusto», osserva il segretario generale, Angel Gurria.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Investimenti nel biometano e metano sintetico. Ma anche nell’idrogeno verde. Con una particolare ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una superlinea con una capacità produttiva fino a 400 mila vetture all’anno e quattro nuovi mode...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Stappa lo champagne Ursula von der Leyen che tiene a battesimo la prima emissione degli eurobond de...

Oggi sulla stampa