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Monti: riforme con obiettivo Ue

di Lina Palmerini

Subito le liberalizzazioni, il pacchetto infrastrutture e green economy, corsia preferenziale anche per le misure del ministro Paola Severino sulla giustizia civile e avvio – solo quello per il momento – del negoziato con le parti sociali sul mercato del lavoro. L'agenda messa a punto da Mario Monti, nella riunione del Consiglio dei ministri di ieri durata quasi tre ore, è una lunga marcia che non si esaurirà in un mese anche se ha una data cerchiata in rosso: il Consiglio europeo di fine gennaio. È a quell'appuntamento che il premier vuole presentarsi con tutte le liberalizzazioni già approvate utilizzando una "scorciatoia" per accelerare i tempi: abbattere le barriere d'ingresso per i giovani in tutte le professioni e attività imprenditoriali/commerciali. Nel pacchetto dovrebbero rientrare trasporti pubblici, carburanti, servizi postali, taxi negozi e farmacie. L'appuntamento con i ministri è per il 13 gennaio, proprio per arrivare a quel vertice Ue con un piano di liberalizzazioni e infrastrutture (con novità sul project financing) pienamente operativo e con le misure del ministro Severino che innanzitutto provvederanno a dare certezza del diritto per gli investimenti esteri in Italia.
Un dossier per lo sviluppo completo sarà la carta di Monti al Consiglio europeo per cominciare una difficile trattativa con i partner dell'Unione sul fiscal compact. La scommessa è riuscire a spuntare ai Paesi membri – in particolare alla Germania – condizioni meno sfavorevoli per l'Italia su quel patto di bilancio deciso allo scorso vertice di dicembre basato su criteri più stringenti, controlli e sanzioni automatiche, sul rapporto debito/pil. A questo proposito sono circolate anche voci su possibili misure a sopresa del Governo proprio per programmare una riduzione del nostro debito pubbblico attraverso un piano di dismissioni. Voci, appunto, che potrebbero essere confermate nella rituale conferenza stampa di fine anno che si terrà oggi. Vengono smentite invece ipotesi di prestito forzoso perché l'impatto sarebbe recessivo. Pienamente confermata invece la spending review sui conti pubblici.
Ma il vertice di fine gennaio non è l'unica scadenza in funzione della quale Monti pensa a uno sprint sulla crescita. Se infatti a marzo ci sarà l'approdo finale dei negoziati europei con la revisione dei Trattati, nello stesso periodo c'è un altro appuntamento cruciale. È quello con i mercati visto che tra febbraio e marzo l'Italia dovrà rimborsare circa 100 miliardi di titoli di Stato. Ieri Monti ha fatto trapelare la sua «soddisfazione» per l'esito dell'asta sui BoT ma ogni giorno ha il suo punto di domanda e oggi ce n'è un altro: come andrà l'asta dei BTp decennali? Una tensione che potrebbe toccare il massimo entro marzo con quei rimborsi per 100 miliardi di euro.
Ecco quindi che per la primavera il premier conta di approvare un'altra tranche di provvedimenti a partire da quelli dedicati al Sud – su cui sta già lavorando Fabrizio Barca – e finire (si spera) anche la trattativa con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Un capitolo corposo sarà quello dedicato al sostegno alle imprese che varerà Corrado Passera ma con provvedimenti "concertati" con l'Ambiente che sarà protagonista in tema di crescita. Si parla di tre pacchetti in tema di green economy anche con la previsione di acquisti da parte della pubblica amministrazione «a basso contenuto energetico».
Quello approvato ieri «all'unanimità» come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, è quindi un lungo percorso di provvedimenti che non si esaurisce a gennaio ma andrà avanti fino a scavallare quella data di marzo quando verrà decisa dall'Europa la revisione dei Trattati. Intanto il 6 gennaio Monti sarà a Parigi per incontrare il presidente francese Nicolas Sarkozy il quale verrà poi a Roma a metà gennaio insieme al cancelliere tedesco Angela Merkel per proseguire quel "dialogo a tre" avviato a fine novembre a Strasburgo. Il 18 l'appuntamento sarà a Londra a Downing Street con David Cameron per discutere la posizione negativa degli inglesi sul fiscal compact. Ecco, in tutti questi appuntamenti internazionali – che molto peso avranno anche nel giudizio dei mercati – Monti conta di presentarsi non a mani vuote e con i "compiti" fatti. Anche e soprattutto in quell'incontro con il presidente Obama programmato per gennaio.
Intanto sul tavolo di Monti ieri sera è arrivato il dossier con l'aumento delle tariffe autostradali (da un minimo del 2% a un massimo del 12% a seconda delle tratte) pronto per la firma.

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