Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Monti: non abbiamo bisogno di aiuti

ROMA — In un’ora di conversazione a due, alla quale si aggiungono Vittorio Grilli e Wolfang Schäuble, poi il ministro Moavero, si supera ogni ruggine sul meccanismo anti-spread voluto da Monti, uno dei motivi per cui i quotidiani tedeschi hanno dipinto la Cancelliera come la grande sconfitta dell’ultimo Consiglio europeo.
La Merkel lo dice anche in conferenza stampa, «le decisioni si prendono a 27», sottolineando che indietro non si torna. «Quello che conta per me — precisa — è che gli strumenti elaborati dal vertice Ue vadano avanti sulla base delle regole già in vigore». Comunque, «le misure adottate a Bruxelles sono anche nell’interesse della Germania». Sembra insomma che Berlino non condivida i malumori emersi in Finlandia e Olanda. Monti, come ministro dell’Economia, potrebbe essere presente il 9 luglio all’Eurogruppo, per contribuire a mettere a punto i dettagli delle misure di stabilizzazione dei mercati.
Dissipati i malumori, in un clima costruttivo sui passi necessari per attuare le decisioni del vertice europeo, il presidente del Consiglio enfatizza «il contributo che insieme possiamo dare» per migliorare l’Unione, sottolinea che Roma come Berlino sono disponibili a fare «cessioni di sovranità» per costruire un’Eurozona più efficiente ed integrata.
Davanti ai giornalisti, nei saloni di villa Madama di cui la Merkel apprezza gli stucchi, i due capi di governo riflettono il clima che si è respirato a porte chiuse. È anche la lettura ufficiale di Palazzo Chigi: i due leader si scambiano lodi reciproche, una Cancelliera solidale ricorda che «se i nostri vicini non stanno bene anche noi alla fine ne risentiremo in termini di prosperità, visto il livello delle nostre esportazioni nei Paesi europei».
Quando arrivano le domande sulle misure di stabilizzazione dei mercati, quel meccanismo che sta a cuore all’Italia più per i suoi effetti deterrenti che per l’esigenza di farne uso, Monti ricorda che sul punto «tutti i 17 Stati» che hanno l’euro «sono soddisfatti», tornando a dire che «l’Italia non ha bisogno del sostegno» del Fondo che può acquistare i suoi titoli pubblici: «È un meccanismo che interessa tutti, la discussione prosegue ora sui modi di attuazione: noi vorremmo che fosse una misura solo per quei Paesi perfettamente in linea con i parametri di bilancio».
È un dettaglio di non poco conto, che magari in questo momento, a differenza di quello che emerge sui media, vede Roma più distante da Madrid che da Berlino. In ogni caso è sempre la Merkel, a dispetto dei canovacci vincente-perdente, a dire che «non conta se la cosa è tedesca o italiana, l’importante è che sia giusta».
Alla fine c’è un accenno alla Ddr, ad un disastro economico superato: anche in Italia, dice la Cancelliera, «arriverà il frutto delle riforme». Monti, sulle riforme, si toglie un sassolino: «In Italia qualcuno voleva stravincere e altri avevano desideri di conservatorismo», ovvero datori di lavoro e sindacati; ma «per una volta i poteri pubblici, governo e Parlamento, hanno deciso senza inseguire il consenso».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Generali, atto secondo. Francesco Gaetano Caltagirone, socio della compagnia al 5,6%, non molla sul ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tre mesi per le riforme. Cruciali, delicatissimi, fondamentali. Un calendario denso che nelle intenz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bastano uno smartphone o una chiavetta usb per registrare conversazioni dal vivo o telefoniche e rac...

Oggi sulla stampa