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Monti nell’arena Ue per spiegare le misure e ascoltare i giudizi

di Marco Galluzzo

ROMA — Ieri è uscito di casa a Milano poco dopo le sette del mattino, si è spostato a Roma in treno, nella Capitale si è recato prima al ministero dell'Economia, in veste di ministro, dove ha visto «i tecnici» di vertice del dicastero, quindi a Palazzo Chigi, dove in serata ha presieduto la riunione del governo che ha nominato i nuovi sottosegretari, e infine al Quirinale, dove con Giorgio Napolitano ha condiviso e concordato la tempistica istituzionale dei prossimi giorni.
Quella che inizia oggi sarà per Mario Monti una settimana cruciale, per lui come l'economia italiana. Oggi sarà a Bruxelles, la prima volta come titolare dell'Economia e per la prima volta in tale veste alle riunioni dell'Ecofin e dell'Eurogruppo: dovrà spiegare ai colleghi le misure che il suo governo si appresta a varare e dovrà anche assistere alla prima relazione che la Commissione farà sullo stato delle nostre finanze, dopo essere venuta a Roma a controllare l'avanzamento delle misure economiche.
Con Napolitano il presidente del Consiglio tornerà a vedersi al rientro dai vertici europei, forse già venerdì: se ieri al Colle si è discusso soprattutto del tema sottosegretari, nei prossimi giorni i due presidenti, che continueranno a tenersi in strettissimo contatto sino al varo delle misure, si rivedranno per discutere dell'intero pacchetto di prime riforme che Monti ha intenzione di varare.
Misure economiche e riforme che almeno nei dettagli continuano a restare riservatissime, tanto che ieri si coglieva un certo disorientamento fra i vertici di Pd e Pdl: persino Alfano e Bersani avrebbero molte difficoltà, in queste ore, ad avere lumi per un giudizio più compiuto su quello che i loro partiti saranno chiamati ad approvare in Parlamento nelle prossime settimane. Un'attesa che ieri si caricava di tensione ulteriore, alla luce dei dati Ocse su una probabile recessione l'anno prossimo, dati che potrebbero obbligare Monti ad ampliare l'entità dei sacrifici economici che anche Pd e Pdl dovranno accettare per centrare il pareggio di bilancio nel 2013.
Di certo al rientro da Bruxelles, come annunciato già da Alfano, il premier avrà incontri «bilaterali» con i leader dei partiti. In quel momento sarà costretto a scoprire le prime carte e inevitabilmente a mediare fra opposte esigenze politiche, alla ricerca di una sintesi in vista del Consiglio dei ministri del 5 dicembre.
Il pacchetto di riforme su pensioni e lavoro potrebbe arrivare in un secondo momento, rispetto al decreto con le misure di correzione dei conti, misure di cui oggi Monti a Bruxelles discuterà con il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e, sempre in bilaterale, con altri ministri finanziari, fra cui il francese François Baroin e il tedesco Wolfgang Schaeuble.
Insieme ai colleghi europei, Monti oggi dovrà certamente confrontarsi sul potenziamento del fondo salva Stati Efsf, sul via libera definitivo da dare alla sesta tranche di aiuti alla Grecia, sulle proposte della Commissione per l'introduzione degli Eurobond e per compiere un ulteriore, incisivo passo in avanti sulla strada del rafforzamento dei controlli sui conti pubblici dei Paesi dell'Eurozona.
 

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