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Monti, le nomine a sorpresa «Da tagliare 4,2 miliardi»

ROMA — Un commissario per la razionalizzazione della spesa per gli acquisti, e non uno qualsiasi perché sarà Enrico Bondi, risanatore della Parmalat, due esperti per rivedere gli aiuti alle imprese e il finanziamento di partiti e sindacati del calibro di Francesco Giavazzi e Giuliano Amato, un comitato di ministri. Tutti pronti a entrare in azione in tempi brevissimi per tagliare sprechi e inefficienze. Obiettivo: risparmiare almeno 4,2 miliardi entro l’anno e attenuare l’aumento dell’Iva. Seguendo una direttiva dello stesso presidente del Consiglio che prende in mano tutta l’operazione tracciando una decina di obiettivi.
Con la spending review, presentata ieri al Consiglio dei ministri dal titolare dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, e che prende corpo anche con un decreto legge, il governo Monti sceglie misure straordinarie per attaccare la spesa pubblica. «Quella rivedibile nel medio periodo — ha detto il premier — ammonta a 295 miliardi di euro, ma sul breve termine la cifra si riduce a 80 miliardi. Per ora riteniamo necessario un taglio di 4,2 miliardi nel 2012, cui tutte le componenti della Pubblica amministrazione dovranno concorrere. Può servire — ha aggiunto Monti — a evitare l’aumento dell’Iva, per ora non scongiurato».
Ma forse anche a temperare l’inasprimento della tassa nel 2013 (che dovrebbe portare 13 miliardi, 16 nel 2014), visto «che il taglio di 4,2 miliardi in sette mesi, su base annua, vale 7,2 miliardi. Che è poi il 9% della spesa rivedibile nel breve termine», ha detto Monti, specificando che i tagli «saranno selettivi e non lineari». Nel giro di un anno, Bondi, «la persona più rispettata e nota in Italia per la sua inflessibilità nell’attività di ristrutturatore e tagliatore di costi», dovrà ridefinire il livello della spesa per l’acquisto di beni e servizi, attuando le decisioni del governo. Entro due settimane Bondi, con il quale è in corso «un braccio di ferro perché — ha detto Monti — non vuol esser pagato», dovrà fornire il programma degli interventi poi, anche con la possibilità di disporre ispezioni, segnalare al Consiglio dei ministri le «attività suscettibili di soppressione». Nello stesso tempo Giavazzi e Amato, che lavoreranno a titolo gratuito, dovranno fornire «analisi e raccomandazioni» sulla spesa pubblica destinata alle imprese e al finanziamento di partiti e sindacati.
Il Comitato dei ministri (Monti, Giarda, il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, il vice dell’Economia Vittorio Grilli e il sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalà) avrà due mesi per «verificare tutti gli elementi di spesa non vincolati, con l’obiettivo di realizzare tagli senza danneggiare i cittadini». E dovrà assistere i ministri che, entro il 31 maggio, dovranno presentare un piano di risparmi. Cioè «un progetto di interventi di revisione e riduzione della spesa, atti a generare i risparmi, e di misure di razionalizzazione organizzativa per gli esercizi futuri».
La Direttiva Monti prevede il «ridimensionamento della struttura dirigenziale», la «concentrazione dei servizi con la razionalizzazione del personale», la «revisione delle procedure d’acquisto con la loro centralizzazione», il «compattamento degli uffici e dell’amministrazione», la «riduzione delle locazioni alle esigenze effettive». Prevista l’eliminazione «delle spese di rappresentanza», a meno che gli uffici non abbiano rapporti con l’estero, «e per i convegni», e «l’impugnazione delle sentenze di primo grado che riconoscono progressioni economiche ai dipendenti pubblici».

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