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Monti: la Ue chiuderà la procedura d’infrazione

Il presidente del Consiglio si è detto fiducioso ieri che la Commissione europea darà il suo benestare all’abrogazione della procedura per deficit eccessivo a cui è stata sottoposta l’Italia dal 2009. Mario Monti ha sottolineato che la decisione dell’esecutivo comunitario, attesa alla fine di maggio, sarà facilitata dalla scelta del governo di spalmare nel tempo i pagamenti degli arretrati che la pubblica amministrazione ha accumulato nei confronti delle imprese.
«Confidiamo che quando arriverà il momento, la Commissione europea prenda la decisione di abrogare la procedura di disavanzo eccessivo», ha detto Monti qui a Bruxelles. «Abbiamo lavorato in questi mesi per raggiungere questo obiettivo», ha aggiunto il premier, spiegando che il suo governo si è attivato da un lato con l’esecutivo comunitario per trovare il giusto «schema interpretativo» relativo ai rimborsi dei debiti societari, e dall’altro sui conti pubblici per raggiungere il pareggio strutturale di bilancio.
Il governo ha deciso nelle scorse settimane di pagare i debiti che sono stati accumulati dalla pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, 20 miliardi per quest’anno, e altri 20 miliardi per l’anno prossimo. Monti ha ricordato che alcuni esponenti italiani avrebbero voluto «tutto subito», ma il premier ha sostenuto ieri che agire in questo modo avrebbe rimesso in discussione il risanamento di bilancio, una precondizione per lasciare “il tavolo sgombro” da molti problemi ereditati dai precedenti esecutivi.
In questo senso, il presidente del Consiglio ha detto di avere dovuto “dosare gli interventi” nel gestire i rimborsi alle imprese. L’impressione qui a Bruxelles è che la fiducia dell’attuale premier sia ben riposta, ma che la decisione della Commissione europea dipenderà dai primi passi che compierà il nuovo governo. L’esecutivo comunitario è ben disposto, non fosse altro poiché sta concedendo più tempo ai paesi dell’Unione perché riducano il loro disavanzo. Al tempo stesso però vorrà da Roma anche delle assicurazioni precise (si veda in particolare Il Sole 24 Ore di ieri).
A Bruxelles per un vertice della Nato nella sua veste di ministro degli Esteri ad interim, Mario Monti ha poi confermato l’intenzione dell’Italia di inviare alla Commissione europea il programma nazionale di riforma e il piano di stabilità entro la fine di aprile. Il pacchetto è già stato approvato dal consiglio dei ministri e ora richiede solo il via libera parlamentare. Per questo il premier ha detto che l’Italia è «sostanzialmente nei termini».
Toccherà poi al nuovo esecutivo, appena entrerà in carica, aggiornare i due documenti tenendo conto delle nuove priorità politiche.
Interpellato sulla possibilità che questo viaggio a Bruxelles possa essere l’ultimo da esponente di governo, il presidente del Consiglio è rimasto sul vago. In particolare ha definito la sua partecipazione al vertice Nato la sua «ultima occasione internazionale in rappresentanza del governo italiano», ma ha aggiunto anche che «le mie parole si riferiscono all’orizzonte di conoscibilità a mia disposizione, che copre il passato e quando va bene il presente, non il futuro». Monti ha poi chiesto però alla stampa di non trarre «deduzioni» dalla sua dichiarazione.
Infine, il premier ha criticato il fondatore del Movimento cinque stelle, Beppe Grillo, che in una intervista rilasciata al quotidiano tedesco «Bild» ha previsto la bancarotta dell’Italia nel prossimo autunno. «Credo – ha detto il premier Monti – sia una grandissima debolezza del sistema politico italiano (…) dover prendere posizione su una varietà di sussurri, cinguettii, deprecazioni, invettive, manifestazioni di pensiero individuale e collettivo che non hanno particolare valore per il fatto che vengono espresse da un particolare soggetto».

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