Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Monti invoca per il Paese lo spirito della Resistenza: uniti per rigore ed equità

ROMA — Ha chiesto lui stesso un programma rafforzato in occasione delle celebrazioni per il 25 Aprile: e il segno di discontinuità lo si è visto fin dal mattino, quando il presidente del Consiglio è giunto all’Altare della Patria per accompagnare il capo dello Stato che ha deposto ai piedi del Milite Ignoto una corona d’alloro in ricordo di quanti hanno lottato e perso la vita per la libertà del Paese, aprendo così le celebrazioni per il 67° anniversario della Liberazione. In un recente passato, per partecipare a questa cerimonia, il governo delegava il sottosegretario Gianni Letta. Ma ieri Mario Monti ha voluto esserci accanto a Giorgio Napolitano, estendendo poi il programma dei suoi interventi al museo della Resistenza in via Tasso e al sacrario delle Fosse Ardeatine.
Davanti alle cave dove furono trucidate 335 persone dall’esercito tedesco, il premier è stato fermato da uno dei famigliari delle vittime di quel 24 marzo del ’44: «Lei che è ai vertici, si ricordi di noi», gli ha detto Giuseppe Bolgia, che alle Ardeatine perse il padre. Risposta del premier: «Non dica così, siamo noi che traiamo forza e ispirazione da voi».
Con questo spirito, il presidente Monti ha voluto visitare anche la mostra per il 150° dell’Unità d’Italia perché, ha detto, «la Resistenza è — con il Risorgimento — uno dei pilastri su cui è rinata la nostra nazione, un ritorno alla tradizione di libertà, un bene fondamentale e inalienabile dell’individuo». Per cui, quello «spirito della Liberazione ci deve vedere uniti tutti, oggi come allora…».
Allora, la lezione della storia non sia utilizzata per rinfocolare le polemiche ma serva, piuttosto, per affrontare con spirito nazionale le difficoltà in cui si trova l’Italia: «Se allora il Paese chiedeva libertà e democrazia, oggi tutti a ogni livello dobbiamo impegnarci per mettere in atto i principi di rigore, crescita ed equità, indispensabili a raggiungere tali obiettivi». Così Monti, anche in occasione delle celebrazioni per il 25 Aprile, ricorda di quale natura è lo sforzo di coesione chiesto dal governo: «Il nostro Paese è chiamato a superare nuove difficoltà, a vincere sfide sempre più impegnative: mi riferisco soprattutto alle gravi difficoltà economiche e sociali. Riusciremo a superarle se tutti, forze sociali e produttive, forze vive della cultura, istituzioni e singoli cittadini lavoriamo nell’interesse del Paese e del bene comune».
La strada per favorire la crescita, però, non è certo in discesa. E Monti lo ricorda senza giri di parole: «Non esistono facili vie d’uscita, né scorciatoie per superare questa dura fase di crisi, frutto amaro del fatto che per un lungo periodo il sistema politico ha alimentato in noi italiani l’illusione di poter vivere al di sopra dei nostri mezzi…». E di future generazioni, il premier ha parlato uscendo dal museo della Resistenza di via Tasso: come l’Italia riuscì a liberarsi dall’occupazione nazifascista, ora deve imparare a liberarsi da «alcuni modi di pensare e di vivere» che le hanno finora impedito di riflettere sul futuro dei più giovani.
Serve il rigore per uscire dalla crisi, non si stanca di ricordare Monti: «Viviamo una fase certamente difficile, da cui ancora non siamo usciti. Gli italiani lo sanno e stanno facendo grandi sacrifici e qui vorrei ringraziarli per il loro sforzo e il loro impegno per il risanamento del Paese. Uno sforzo — ha concluso il premier — che mi auguro sia anche compreso e condiviso dalla forze politiche, economiche e sociali. Tutti devono dare il proprio contributo».
Monti dice tutto questo alla vigilia di una prova parlamentare molto complessa sul ddl che riforma il mercato del lavoro. E dai partiti arrivano messaggi di segno diverso: «Le parole del premier sintetizzano perfettamente lo spirito con cui va vissuto questo 25 Aprile», dice il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl). Che aggiunge: «Oggi più che mai è necessario recuperare quella coscienza di popolo che 67 anni fa ci portò ad affrontare la sfida di un Paese uscito sconfitto dalla guerra». Invece Felice Belisario, capogruppo idv al Senato, boccia il premier che ha dedicato la sua giornata alla Festa della Liberazione: «Monti, se davvero pensa al bene del Paese, alla belle parole faccia seguire i fatti». Mentre il governatore Nichi Vendola (Sel) dalle pagine del Manifesto se la prende con il Pd: «A Bersani dico che le ricette di Monti si rivelano un fallimento».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa