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Monti: “Intolleranza per gli evasori” L’Fmi denuncia: troppe tasse sul lavoro

Evasori: nemico pubblico numero uno, contro i quali gli italiani devono sentirsi uniti. Altro che separazione tra destra e sinistra, la vera linea di demarcazione viaggia sul crinale che separa chi paga le tasse da chi non le paga. Il premier Mario Monti apre la campagna d’autunno con queste parole pronunciate ieri al Forum della cooperazione internazionale e invita a «spostare il fronte dell’intolleranza », che oggi separa chi è di «destra e di sinistra», tra chi paga le tasse e chi no. «Due partiti», per Mario Monti, che esistono nel nostro paese, quello di chi paga «assolvendo ai propri doveri di cittadino» e quello degli evasori. Parole che evocano l’idea di un ampio fronte volto a unire gli italiani nella lotta per la moralizzazione e il risanamento del paese e che rimandano alle osservazione fatte nei giorni a New York dallo stesso Monti sulle tasse. «Andate in Italia, in qualsiasi luogo pubblico — disse — e vedrete che il semplice divieto di fumare viene rispettato al cento per cento dagli italiani, vorrei che la stessa cosa avvenisse per le tasse… ». Se sul fronte della lotta all’evasione il governo è determinato, non altrettanto disponibile sembra tuttavia su quello della riduzione delle tasse sebbene il fabbisogno sia in netto calo (nei primi nove mesi dell’anno è sceso del 22,8 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2011, attestandosi a 45,5 miliardi). «Del fondo taglia tasse si occuperà il prossimo governo», ha annunciato il sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani. Vengono dunque rispediti al mittente gli emendamenti alla delega fiscale, presentati da Pd e Pdl in Parlamento, che chiedevano di vincolare il gettito della lotta all’evasione al finanziamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale e in buona sostanza di ridurre tasse sul lavoro e bassi redditi.
Come pure non si potrà dar corso alle osservazioni del rapporto dell’Fmi sulla delega fiscale, presentato proprio ieri, che denuncia il «silenzio» del provvedimento «sull’alto carico fiscale che grava sul lavoro» e chiede implicitamente una riduzione visto il maggior carico su Iva e imposte indirette.
Il governo non sembra però intenzionato ad alimentare il Fondo, né a crearne uno nuovo, né tantomeno ad anticiparne l’operatività posta dal precedente esecutivo — come ha sottolineato Ceriani — nel 2014. Resteranno dunque deluse le aspettative di Pd, sindacati e Confindustria che chiedono una riduzione della pressione fiscale giunta al 45 per cento. Tant’è che ieri il segretario della Cgil Susanna Camusso è tornata alla carica:
«Monti dice bene: pagare le tasse non deve essere un optional e sono d’accordo con Squinzi il peso fiscale è troppo alto».
L’attenzione del governo non cala invece sulla riforma del catasto e sull’Imu che tornerà nelle tasche dei Comuni con la prossima legge di stabilità. «Faremo la delega attuativa prima della fine della legislatura e avvieremo la riforma del catasto», ha detto Ceriani che ha anche auspicato un rapporto meno conflittuale tra fisco e contribuenti e proprio ieri l’Agenzia delle entrate ha inaugurato un canale
YouTube per aiutare i contribuenti con il fisco fai da te.

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