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«Monti ha segnato un cammino»

Tranquillizza gli «amici» sul futuro dell’Italia e lo fa con quel nome e cognome che ormai sembrano in grado di rassicurare i partner europei e internazionali: Mario Monti. Giorgio Napolitano – a Napoli – incontra il presidente tedesco, Joachim Gauck e il polacco Bronislaw Komorowski, e da lì pronuncia parole chiare su cosa accadrà dopo le elezioni 2013, un appuntamento oltre il quale – in effetti – si perdono certezze. Ma il capo dello Stato, invece, la chiarezza la vede. «Sono convinto che con le decisioni del Governo Monti si è segnato un cammino da cui l’Italia non potrà discostarsi. I partiti dicono che vogliono aggiungere qualcosa, non distruggere. Mi pare che questo sia un elemento che possa dare fiducia e tranquillità ai nostri amici per il futuro dell’Italia». Insomma, mentre a Roma il dibattito politico continua a girare sull’iniziativa Montezemolo-Riccardi che lancia il “Monti-bis”, da villa Rosebery a Napoli il presidente della Repubblica considera comunque già segnato un percorso, impostato dalle politiche di Monti ma anche da impegni europei già assunti.
Non si sa se siano stati anche i presidenti Gauck e Komorowski a chiedergli di essere “tranquillizzati” sul dopo-voto ma intanto sono i cronisti che incalzano Napolitano sul rischio-elezioni. «Quando ci sono elezioni libere nessuno può prevedere il risultato. C’è sempre un certo grado di rischio, vogliamo per questo non votare? O per essere tranquilli vogliamo scrivere a tavolino il risultato delle elezioni? Vedremo come si esprimeranno i cittadini». Tra tante domande che rimbalzano e tornano indietro una sicurezza a Napolitano resta: «Sulla base del risultato elettorale si cercheranno e si dovranno trovare le soluzioni idonee per governare stabilmente il Paese mettendo a frutto il lavoro del governo Monti». Insomma, la convizione del capo dello Stato nella «continuità» è forte, altrove forse c’è un po’ meno. Così come resta incerto l’indirizzo di politica-economica che verrà dopo il voto. Ma anche qui Napolitano ha una “sua” agenda sul debito e sul lavoro che fa perno su tagli di spesa e competitività.
«Non possiamo avere come orizzonte una austerità perpetua ma non possiamo scherzare con la questione del debito: è un peso di cui ci dobbiamo sbarazzare con politiche di rigore che guardino più a ridurre la spesa che a politiche di ulteriore inasprimento del prelievo fiscale». Una ricetta che non è stata seguita alla lettera dal Governo Monti – a cui si rimprovera proprio la timidezza sui tagli e l’aver aumentato le tasse – ma il linguaggio che usa Napolitano è “europeo” così come quello contro la disoccupazione. «Non si creano posti di lavoro con l’assistenzialismo o creando debito perché sono soluzioni fittizie e precarie. Possiamo creare lavoro solo se rendiamo più competitive le nostre economie e con flessibilità nei rapporti di lavoro nel rispetto dei diritti fondamemtali dei lavoratori».
Ieri, oggetto della trilaterale dei presidenti, è stata proprio la crisi europea e nella nota congiunta siglata al termine del vertice si chiede più integrazione per l’Unione. Intanto, l’Italia incassa l’apprezzamento del presidente tedesco Gauck che parla del «grandissimo rispetto» per il governo Monti e soddisfazione per «l’ottimismo» manifestato ieri dallo stesso premier. C’è più preoccupazione invece per il prossimo Consiglio europeo che dovrà varare il budget Ue, come si legge nella nota: «Supereremo questa grave crisi economica e finanziaria: riaffermiamo la nostra comune convinzione che un investimento mirato nella crescita è il modo migliore per mantenere la prosperità e la stabilità nel nostro continente. In questo contesto diamo rilievo al prossimo Consiglio Ue che negozierà il quadro finanziario 2014-2020». Una discussione «molto difficile», ammette Napolitano che partirà questa sera per la visita di Stato in Francia dove toccherà – tra gli altri temi – anche quello della crisi del Medio Oriente e dell’assenza europea «troppo presa dalla sua crisi» ma che ora dovrà «impegnarsi ed essere parte attiva» nella mediazione.
Anche a Parigi, nell’incontro che ci sarà domani con il presidente Hollande, c’è da immaginare che il capo dello Stato ribadirà il suo messaggio per tranquillizzare gli «amici» sul futuro italiano. «Con il voto, il nostro Paese offrirà all’Europa una prova di democrazia, in linea con l’esigenza di stabilità per contrastare il peso del debito a favore di politiche per la crescita e il lavoro dei giovani».

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