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Monti (Edison):fonti rinnovabili, acceleriamo sulla svolta green

«Abbiamo deciso di fare un percorso di crescita importante sulle rinnovabili, dove siamo già un operatore con presenza rilevante e “storica” a partire dall’idroelettrico. Il nostro è un ambizioso piano di sviluppo che porterà al 2030 i nostri gigawatt nell’eolico e nel fotovoltaico complessivamente da 1 a 4». Un business plan proiettato sul lungo periodo e che, spiega Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, avrà bisogno di investimenti per circa 3 miliardi.

Qual è oggi la vostra attività in queste due fonti di energia rinnovabile?

«Nell’eolico siamo il secondo operatore nazionale con un gigawatt già installato, mentre nel fotovoltaico siamo ancora “piccoli”, con solo 100 megawatt. Vogliamo accelerare seguendo anche le ambizioni di crescita di questi due settori definite dal Pniec, il Piano energia clima 2030, che indica in 30-40 la crescita di gigawatt di eolico e fotovoltaico in Italia per la fine del periodo. Considerato il nostro posizionamento, vogliamo fare la nostra parte almeno con 3 gigawatt in più, ambizione che ci sembra possibile».

Progettate anche acquisizioni per raggiungere gli obiettivi?

«Puntiamo soprattutto a una crescita organica per estrarre più valore, perché abbiamo le competenze, siamo verticalmente integrati, facciamo l’ingegneria dei nostri impianti, li realizziamo e gestiamo. Ma valuteremo anche operazioni al contorno di m&a in modo selettivo per accelerare la crescita».

Si è parlato di un possibile partner finanziario.

«Gli investimenti sono rilevanti e la Edison continuerà a farne anche in tutte le altre filiere industriali nelle quali è presente. Abbiamo perciò avviato una riflessione sull’ingresso nel veicolo nel quale raggruppiamo tutti gli asset eolici e fotovoltaici, Edison renewables, di un partner finanziario di minoranza che ci accompagni con un’ottica di presenza di lungo termine, che sposi dunque il business plan della società».

Con quale quota?

Nell’eolico siamo il secondo operatore nazionale, mentre

nel fotovoltaico siamo ancora «piccoli». Vogliamo accelerare

«Non certo del 5%. Per avere un supporto finanziario, può andare dal 30 al 49%. Dev’essere una partecipazione materiale che lasci spazio a noi come operatori industriali sulle scelte di gestione e di investimento.

Quanto investirà?

«Tre gigawatt di crescita richiedono intorno a 3 miliardi di investimento da qui al 2030. Il partner finanziario valuterà il perimetro degli asset già esistenti e il percorso di sviluppo che la società sarà in grado di mettere a terra e che andrà a quadruplicarne le dimensioni. Crediamo di avere sul mercato competenze distintive che permettono di rendere realizzabile un piano del genere».

Avete già scelto l’advisor?

«Sono due, Lazard e Société Générale. Parliamo di un’operazione comunque rilevante per il soggetto che dovesse scegliere di entrare in questa partita».

Come saranno suddivisi i 4 gigawatt finali?

«Ragionevolmente saranno 2 di eolico e 2 di fotovoltaico. Il grande salto lo faremo su quest’ultimo, ciò rispecchia anche le percentuali di crescita del Piano nazionale».

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