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Monti difende Equitalia: grazie, rischiate l´incolumità

ROMA – «Legittima l´insofferenza dei cittadini, ma si deve rispettare la pubblica amministrazione». Non cita esplicitamente Equitalia tuttavia è palese il riferimento «ai fatti di cronaca recenti» ai quali Mario Monti si aggancia per ringraziare i dipendenti dell´agenzia, «che in questa fase di forti tensioni affrontano particolari criticità e persino rischi per la loro incolumità». È una difesa a tutto tondo quella del premier dal palco del Forum della Pubblica amministrazione alla Nuova Fiera di Roma. Nello stesso giorno due lettere con minacce e ultimatum contro lo stesso presidente del consiglio, Equitalia e in particolare la sede operativa del Sud, il ministro dell´Interno, Anna Maria Cancellieri, arrivano ai quotidiani “Calabria Ora” e “Gazzetta del Sud”. La firma è Olga Federazione anarchica informale. «Monti è uno dei sette nel mirino». Col motto «la riscossione in Italia è diventata ruberia», le missive alimentano un nuovo allarme. Ma solo per qualche ora. Gli inquirenti le ritengono inattendibili.
Solidarietà e condanna non si spengono davanti ai dubbi avanzati dagli analisti dell´intelligence. Crisi e tensioni sociali impegnano il premier in prima persona. «Il fatto che membri della pubblica amministrazione – dice Monti – siano chiamati a operare con funzioni molto delicate, molto impopolari non significa che l´importanza di quelle funzioni sia meno essenziale. Non significa che il rispetto che i cittadini devono loro sia diminuito, anche in una fase in cui è legittima una certa insofferenza per i costi complessivi». Il premier rassicura i dipendenti: «Vicinanza e supporto del governo sono incondizionati». Di più, richiama «all´orgoglio».
Assemblee si susseguono in varie sedi dell´agenzia, giornata «di lavoro e di tensione» a Firenze, oggi riunione plenaria a Bologna. Proprio ieri il sindaco di Castellammare di Stabia ha annunciato che il comune licenzierà Equitalia per «i metodi troppo aggressivi». Oggi Monti incontra il presidente Attilio Befera.
La lettera di minacce firmata dal Fai non convince: ha un logo differente rispetto a quella arrivata al Corriere della sera per l´agguato a Mario Adinolfi. Le frecce convergenti verso una stella con una “A” all´interno sono le stesse, ma il logo è completato dalla scritta circolare con caratteri greci “Sinomosia prinon tis fotias”, ossia “Cospirazione dei nuclei di fuoco”. Poi il contenuto. La missiva del Fai Calabria fa esplicito riferimento a Equitalia Sud e «minaccia di attaccare lo Stato» proprio «attraverso Equitalia». Quasi il contrario, osservano gli inquirenti, di quanto affermava il nucleo Olga nel documento al Corriere di venerdì scorso: «Potevamo colpire alla ricerca del consenso lì dove il dente duole, per esempio qualche funzionario di Equitalia». Preoccupazione esprime il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Penso siano i primi passi di una nuova strategia». Il Governatore della Puglia Nichi Vendola, leader di Sel, ammonisce con chiarezza: «Al lavoro per combattere un ritorno del terrorismo».

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