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Monti-Colle: patto Ue sulla crescita

Le Borse avevano già dato il loro segnale negativo quando Mario Monti arrivava al Quirinale. Un pranzo informale con Giorgio Napolitano è servito per raccontare gli esiti del summit a Roma di venerdì scorso con Merkel-Rajoy-Hollande e soprattutto per illustrare le possibili conclusioni a cui arriverà il Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Un vertice «delicato e importantissimo» a cui il capo dello Stato guarda con «preoccupazione» a maggior ragione dopo l’andamento di ieri di Piazza Affari e uno spread sempre troppo alto. Il colpo di freno di Angela Merkel sulla condivisione del debito ha ulteriormente raffreddato le aspettative anche se non è stata una sorpresa per nessuno, né per il Colle né per Palazzo Chigi. Il premier nel pranzo al Quirinale (erano presenti anche il ministro Moavero, Vittorio Grilli e Marta Dassù) ha messo in conto che tutta una serie di tasti verranno appena sfiorati al vertice del fine settimana: di certo non si riuscirà a spuntare molto né sulle garanzie sui depositi bancari né sulla mutualizzazione del debito.
Quello che non potrà mancare è un patto per la crescita e il lavoro, «un punto di svolta su cui insistere», come l’ha definito Napolitano che a Monti ha dato atto di aver portato a termine compiti difficili e tra questi la riforma del lavoro che avrà il via libera proprio poche ore prima del Consiglio Ue. Ecco, il Quirinale rivendica la posizione di un’Italia che ha mantenuto tutti i suoi impegni con l’Europa seguendo una tabella di marcia difficile e in tempi brevi: dunque è con le «carte in regola» che ora Monti può rappresentare con determinazione la necessità di un accordo «sullo sviluppo e sull’occupazione». Questo è il risultato che il Colle e Palazzo Chigi considerano indispensabile ed è su questo punto che fa pressing anche l’America di Obama. Proprio ieri il presidente degli Stati Uniti ha chiamato Monti per parlare del vertice Ue e per esprimere le condoglianze per il carabiniere italiano caduto in Afghanistan. «Il presidente Obama si è informato sulle prospettive dell’eurozona e segue l’impegno del Governo italiano per facilitare il consenso in Europa sulle politiche per la crescita e la stabilizzazione del mercato dei titoli di debito pubblico». Questo si legge nella nota di Palazzo Chigi dove c’è un passaggio anche sulla situazione «di politica interna» su cui pure si è informato Obama.
Le fibrillazioni dei giorni scorsi, le uscite sull’euro di Silvio Berlusconi hanno di nuovo rimesso alle corde il Governo che già nelle prossime ore sarà alle prese con 4 voti di fiducia sulla riforma del mercato del lavoro. È alla luce di questa prova ma anche in vista del Consiglio Ue che Monti ha fissato una serie di incontri con i leader della maggioranza: oggi vedrà Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, subito dopo Pierluigi Bersani mentre l’appuntamento con Pier Ferdinando Casini è fissato a dopo il vertice Ue. Non si riuscirà a fare una mozione unitaria per sostenere il premier nella sua trattativa in Europa ma i partiti della maggioranza hanno concordato con Palazzo Chigi una «premessa comune» a cui seguiranno mozioni distinte sull’Europa. Il preambolo comune ripercorrerà le ultime tappe in Europa, i risultati ottenuti e quelli ancora da perseguire soprattutto sul fronte della crescita e delle garanzie sui depositi bancari e debiti pubblici.
Naturalmente Monti parte per il vertice Ue con una maggioranza ancora stretta intorno a lui, come dimostrerà con i voti di fiducia sulla riforma del lavoro e anche con le rassicurazioni che avrà oggi da Berlusconi, quello che è incerto è quale risultato porterà a casa e come verrà accolto dai partiti. Soprattutto dal Pdl di Berlusconi che sta già improntando una campagna elettorale molto critica verso l’euro e la Germania. Il rischio di essere logorato dai partiti e soprattutto da un centro-destra in cerca di ricompattarsi c’è tutto. Il Times, in un commento di Bill Emmott, gli consiglia di «abbandonare la cautela» e «sfidare i partiti anche a rischio di perdere la poltrona». Una riflessione che il premier farà dopo il summit Ue.

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