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Monti-bond fino al 1° marzo

L’imposta sulle transazioni finanziarie “Tobin tax” riguarderà anche le «operazioni con finalità spiccatamente speculativa», i derivati cartolarizzati e i non residenti. La tassa avrà un tetto massimo di 100 euro per transazione per gli strumenti derivati con valore nozionale (cioè il valore dell’attività finanziaria sulla quale si basa il contratto) oltre 1 milione di euro. In quanto ai Monti bond, è esteso dal 31 gennaio al 1° marzo il termine entro il quale il ministero dell’Economia potrà sottoscrivere le obbligazioni emesse dal Montepaschi per il rafforzamento patrimoniale.
Sono queste alcune delle principali novità contenute negli emendamenti al Ddl stabilità presentati dal Governo in commissione Bilancio al Senato. La Tobin tax viene modificata in maniera estensiva: al comma 14 si passa dal concetto di «compravendita» a quello di «trasferimento delle azioni e altri strumenti partecipativi», inclusa la conversione in azioni di obbligazioni. In relazione al comma 15, sono inclusi i derivati sulle azioni e cartolarizzati .
La Tobin tax verrà applicata in misura fissa così come illustrato in una tabella allegata ieri all’emendamento e modulata in relazione tanto alla tipologia di strumento che al valore nozionale del contratto. Nel dettaglio, la tassa si applicherà sui prodotti finanziari derivati dal 1° luglio 2013 fino a un massimo di 100 euro nel caso di derivati per specifiche categorie di contratti tra cui futures, warrants, certificates, covered warrants e contratti di opzione su azioni, swaps su azioni. Con un nozionale fino a 2.500 euro, il più basso, l’imposta sarà di 12,5 centesimi per lo stesso tipo di contratti. Al comma 16 è previsto che tra gli intermediari tenuti al versamento dell’imposta rientrino anche quelli non residenti, «che potranno avvalersi di un rappresentante fiscale appositamente nominato». Sono esclusi dalla Tobin tax i trasferimenti di azioni emesse da società con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro scambiate sui mercati regolamentati. È inoltre introdotta un’esenzione soggettiva per coloro che concludono le operazioni ai commi 14 e 15 «nell’ambito della propria attività di supporto agli scambi», i cosiddetti “market maker”, i quali «svolgono un ruolo fondamentale nel fornire liquidità ai mercati e l’applicazione dell’imposta potrebbe rappresentare un freno nei confronti di tale funzione», importantissima di questi tempi sul mercato secondario dei titoli di Stato. Il Governo ha deciso anche di introdurre un comma 16-bis con un’imposta dello 0,02% su quelle che vengono definite «negoziazioni ad alta frequenza aventi a oggetto gli strumenti dei commi 14 e 15 concluse sul mercato finanziario italiano con finalità spiccatamente speculativa». Nello specifico, entrano nel mirino «le operazioni effettuate elettronicamente in periodi di tempo molto ristretti». Per dare tempo agli intermediari finanziari di adeguarsi alla norma, l’applicazione dell’imposta per le operazioni al comma 14 viene differita al 1° marzo 2013 e quelle del comma 15 al 1° luglio 2013: come conseguenza, vi sarà una maggiorazione delle aliquote per il 2013.
L’emendamento del Governo sulla Tobin tax potrebbe subire modifiche nei prossimi giorni: critici Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Gruppo del Pd alla Camera, ed Elio Lannutti dell’Idv.
Sul fronte dei Monti-bond, la scadenza per l’emissione era prevista inizialmente al 31 dicembre 2012, poi il decreto salva-infrazioni l’aveva spostata al 31 gennaio 2013 e ieri il Governo l’ha posticipata ulteriormente al primo marzo. L’emendamento stabilisce inoltre che il Montepaschi potrà pagare gli interessi sui Monti-bond (sottoscritti dal Tesoro) anche emettendo nuovi Monti-bond purché questo risulti compatibile con il quadro normativo della Ue in materia di aiuti di stato, in relazione agli esercizi finanziari 2012 e 2013». L’emendamento mette nero su bianco che la sottoscrizione dei Monti-bond da parte del Mef «è subordinata all’assunzione, da parte dell’emittente, delle deliberazioni in ordine all’aumento di capitale a servizio dell’eventuale conversione in azioni ordinarie» dei Monti bond.

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