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Monti: bene le parole di Draghi

E alla fine, come ha dichiarato a «La Stampa» il belga Didier Reynders, ci salverà la Bce. Ieri è bastato un annuncio di Mario Draghi («nell’ambito del suo mandato, la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l’euro») per galvanizzare le borse con lo spread a quota 473 punti base, 50 punti in meno rispetto all’apertura.
Soddisfazione da parte del governo, e in particolare del presidente del Consiglio Mario Monti, che in serata in un’intervista a Tgcom24 annuncia che l’obiettivo «non è durare ma mettere la società italiana sulla strada della crescita che è lunga da percorrere». Monti s’è detto rassicurate dell’«importante intervento» di Mario Draghi «questo – ha detto – determinerà una ragionevole discesa dello spread». I risultati si vedranno «più avanti ma il Governo vuole essere sicuro di lasciare quando sarà completato il suo compito. Mi piacerebbe essere ricordato come un buon allenatore dell’Italia. La strada è quella della crescita». Il taglio delle tredicesime, già smentito dal Governo? «C’è un circuito vizioso di aspettative nefaste. Abbiamo già chiesto molti sacrifici agli italiani per il loro benessere futuro e bisogna evitare altri allarmismi ingiustificati». Mentre sui mercati di agosto, ha poi aggiunto, «saremo tutti vigili e anche le autorità competenti lo saranno». Si rafforza nell’interpretazione di Palazzo Chigi la linea impostata in questi giorni: massima cautela, considerati l’alto nervosismo e la volatilità dei mercati, ma ferma determinazione a far valere «quel che l’Italia ha fatto in questi mesi». La crisi è europea – ribadisce il premier – e la risposta non può che essere europea. Una strategia che ha indotto il governo a prendere le distanze nei giorni scorsi dall’iniziativa annunciata dalla Spagna che chiamava in causa anche Italia e Francia per una «decisione immediata» dell’intesa politica sottoscritta dal vertice europeo del 28 e 29 giugno. Obiettivo evidentemente da raggiungere in altro modo.
Il pressing su Angela Merkel può anche essere controproducente, ed è fondamentale nel complesso puzzle diplomatico in corso non provocare irrigidimenti nella posizione tedesca. Anche in questa chiave si può interpretare l’imminente trasferta in terra di Finlandia, paese schierato tra i “rigoristi”, in programma mercoledì e giovedì prossimi. Incontro confermato dal governo finlandese, con focus «sulla situazione economica dell’Unione europea» e sui rapporti bilaterali tra i due paesi. L’incendio spagnolo può essere domato con la soluzione del «memorandum of understanding» secondo la strada tracciata dall’ultimo vertice europeo, dunque su richiesta del governo di Mariano Rajoy ma senza passare attraverso il “commissariamento” della troika, come avvenuto per Grecia, Irlanda e Portogallo. È interesse anche della Germania aprire a interventi diretti della Bce, che potrebbero dispiegarsi «senza tabù», secondo quanto annunciato dallo stesso Draghi.
In questa estate di “sospensione” degli strumenti antincendio, con l’Efsf a scartamento ridotto, l’Esm congelato fino alla pronuncia della Corte costituzionale tedesca del 12 settembre, e lo scudo antispread anch’esso in rampa potenziale di lancio ma fermo ai box, il ruolo della Bce è decisivo. Le misure anticontagio – è la linea del governo – sono tutte in campo. L’autunno servirà a metterle a punto in un disegno più ampio che per Monti passa per il fondamentale potenziamento della governance europea. Entro fine anno – si ragiona a Palazzo Chigi – il set di strumenti sarà definito: dall’Esm, con la sua potenza di fuoco da 500 miliardi, all’attribuzione alla Bce della vigilanza bancaria. L’Eurotower agirà come “agente” per conto del fondo salva stati permanente. Sul fronte interno Monti nel suo incontro di ieri mattina con il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, ha ribadito nuovamente che «non vi saranno manovre suppletive». Se i partiti riuscissero a trovare un’intesa sulla legge elettorale, «si darebbe il senso di un progresso realizzato e anche i mercati e i cittadini sarebbero rassicurati».

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