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Monti apre sul cuneo fiscale

Quello con Pierluigi Bersani è stato l’ultimo round di Mario Monti con i partiti sulla legge di stabilità. Ma in qualche modo da ieri c’è stata una schiarita, cioè, l’apertura che il Governo ha dato sulla possibilità di cambiare i titoli della nuova finanziaria. In sostanza, la scelta è quella di «focalizzare meglio» i benefici fiscali orientando i tagli dei primi due scaglioni dell’Irpef verso la riduzione del cuneo fiscale rendendo così più selettivi i vantaggi a favore delle fasce deboli e dei redditi da lavoro dipendente. Nell’incontro con il segretario del Pd c’era il ministro Vittorio Grilli – e c’era pure Antonio Catricalà – che ha difeso la sua impostazione sui pesi della legge ma è stato disponibile a dirottare quella quota di tagli sulle buste paga anche per dare un messaggio più chiaro ai cittadini su quali siano gli effettivi “risparmi” fiscali che potrebbero arrivare già dal prossimo anno.
Il fatto è che il premier non può ignorare l’esigenza dei partiti di fare la loro campagna elettorale e il fisco è per eccellenza il terreno che porta verso le urne. Dunque, ha deciso di dare un po’ di ossigeno alle forze politiche consentendo di gestire la partita finanziaria guardando ai voti ma senza perdere di vista i saldi. E infatti ieri non si è deciso nulla – è ancora in ballo la questione dell’Iva e se il blocco dell’aumento debba riguardare solo l’aliquota più alta – ma ciò che conta è che è arrivato un via libera politico di Monti-Grilli a una trattativa.
Non tutta la giornata del premier è girata intorno alla legge di stabilità. Anzi è stata piuttosto frenetica sotto l’aspetto politico oltre che finanziario. Ma è lì che adesso si concentrano le curiosità: cosa sarà dell’Italia dopo le elezioni e cosa farà il premier. Domanda che gli arriva dritta dritta da un cronista straniero nel corso della conferenza stampa con il cancelliere austriaco in visita a Roma. «Ringrazio dell’attenzione ma, please relax», gli risponde Monti con un’aria effettivamente rilassata. La stessa che mantiene più tardi, verso sera, quando va alla presentazione del libro di Bruno Tabacci (“Pensiero libero”, intervista con Alberto Gentili) dove esprime lo stesso concetto ma in italiano e citando un santo, Tommaso Moro. «Bisogna essere attenti alle esigenze degli altri senza sentirsi indispensabili. Ma io direi anche che non bisogna nemmeno che gli altri si facciano la strana idea che una persona sia indispensabile». Il tema è lo stesso se, cioè, ci sarà ancora lui o no nella primavera del 2013. Battute che non rilassano affatto chi pensa di essere vicino alla vittoria elettorale ben conoscendo l’abilità politica ormai dimostrata dal premier.
In entrambe le circostanze, comunque, quello che Monti ribadisce – tra l’altro in dichiarazioni che sembrano triangolate con Napolitano e Draghi – è che l’Italia non uscirà dal percorso degli impegni europei. «Le elezioni ci sono in tutti i paesi, non capisco perché le elezioni da noi debbano essere circondate da timori particolari: ci sarà un governo che, come gli altri in Europa, dovrà muoversi all’interno delle regole decise in ambito Ue». E infine in un’altra sua dichiarazione scattano nuove malizie: «Oggi non c’è bisogno di moderati ma di cambiamenti radicali e per fare ciò occorre superare le barriere destra/sinistra». Un po’ come è accaduto con il suo Governo, il primo.

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