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Monti alla prova liberalizzazioni

di Emilio Gioventù 

Il giorno più lungo del governo di Mario Monti è oggi. In consiglio dei ministri arriva il provvedimento sulle liberalizzazioni tra fumate bianche (tassisti) e minacce (farmacisti e benzinai). Il governo si dichiara fiducioso sull'approvazione. A rincuorare l'esecutivo l'esito positivo dell'incontro, l'ennesimo, con i tassisti che presidiano Roma. L'apertura del governo di Monti alle proposte della categoria (territorialità e numero di licenze) fa gridare alla vittoria i sindacati che, però, in piazza vengono accolti dalla base al grido di «vergogna, vergogna». Intanto, il governo rischia di restare a secco. I benzinai, infatti, minacciano uno sciopero di 10 giorni. Tutte le categorie interessate col fiato sospeso in attesa della decisione che oggi prenderà il governo. Anche i farmacisti. Il decreto sulle liberalizzazione riguarda diverse categorie e settori: dalle banche alla Rc auto, dalle liberalizzazioni degli orari delle farmacie all'ampliamento del numero dei notai, all'abrogazione delle tariffe professionali. Altra novità sarà che le stazioni di rifornimento titolari di autorizzazione petrolifera potranno liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore e la separazione di Snam da Eni.

Beauty contest congelato

Oggi sarà anche adottato il provvedimento con cui il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, congela la concessione a titolo gratuito delle frequenze digitali televisive, ovvero il cosiddetto beauty contest. Il governo tenterà di recuperare risorse, ma i tempi e le modalità della nuova gara appaiono ancora incerti e potrebbero essere definiti oggi. Al ministero si sta studiando il percorso per evitare eventuali ricorsi degli attuali partecipanti, tra cui Rai, Mediaset e Ti Media. Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, vigila.

Finanza da Standard & Poor's

La Guardia di Finanza ha effettuato accertamenti negli uffici della società di rating Standard e Poor's che nei giorni scorsi ha abbassato il giudizio su Francia, Italia e Spagna. Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Trani che da tempo indaga su Standard e Poor's e Moody's accusate di aver manipolato il mercato con «giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. Anche la procura di Milano avrebbe messo nel mirino i giudizi espressi dalle principali case di rating statunitensi. Standard and Poor's si dice «sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti».

I forconi non si arrendono

Continua la protesta degli autotrasportatori che da lunedì bloccano la Sicilia. Benzina esaurita a Palermo, molti distributori chiusi anche nel resto della regione e nei supermercati mancano i beni di prima necessità. Durissimo il presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello: «Abbiamo evidenze chiare sul fatto che in molti blocchi e manifestazioni in Sicilia sono presenti esponenti riconducibili a Cosa nostra».

E Maroni inforca Reguzzoni

Nella Lega tra Umberto Bassi e Roberto Maroni, ci rimette Marco Reguzzoni. Maroni ha criticato la mozione di sfiducia individuale contro il ministro Passera, presentata dal suo capogruppo: «Iniziativa sbagliata. Bossi non era informato».

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