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Montezemolo: “Nuova Alitalia ecco il piano”

ROMA.
Cambiare l’Alitalia. Farla diventare, da una parte, un’azienda finanziariamente sana, dall’altra un vettore di qualità nel quale «i clienti dovrebbero essere trattati come ospiti». Ne parla Luca Cordero di Montezemolo, presidente della nuova Alitalia che con gli arabi di Etihad (hanno il 49% del capitale con la maggioranza in mano agli italiani di Cai) vuole puntare a una trasformazione profonda. Chiudere definitivamente con una cultura aziendale tendenzialmente statalista e monopolista che ha scaricato per decenni i costi sui contribuenti, cancellare gli ultimi anni a dir poco traballanti (tagli senza investimenti) dei cosiddetti “capitani coraggiosi”. Due mesi fa ha gettato la spugna l’ex amministratore delegato Silvano Cassano. Il prossimo capo azienda arriverà nel 2016. I conti vanno secondo le previsioni: l’anno chiuderà con circa 200 milioni di rosso. Il ritorno all’utile, per ora, resta confermato per il 2017. «Mi sembra di essere tornato ai primi tempi della Ferrari », dice Montezemolo. «Stiamo dedicando anima e corpo per cercare di dare segnali di cambiamento, di una nuova stagione per l’Alitalia». Questo era stato il limite della gestione Cassano. Nessuno aveva percepito il cambiamento. Ora si prova a voltare pagina, dopo aver modificato (a giugno) anche la livrea degli aerei metà dei quali sono stati già riconfigurati Montezemolo insiste nell’«attenzione al dettaglio», alle esigenze dei passeggeri all’interno e all’esterno dell’aereo, prima e dopo il volo. «È un lavoro iniziato, ma vogliamo che i nostri clienti si rendano conto del miglioramento dei servizi. Anche il Papa ci ha fatto i complimenti per i nostri nuovi aerei», spiega il manager Alitalia ricordando che oggi il tasso di puntualità ha toccato l’85 % e l’80% quello relativo all’indice di riempimento dei velivoli.
Intanto, cellulari, smartphone, tablet, computer, lettori dvd e cd, dispositivi per gli e-book sempre accesi in modalità aereo anche durante il volo. In partenza, prima del decollo, e in arrivo, appena toccata terra, si potranno utilizzare per telefonare, inviare sms ed e-mail. La nuova procedura si chiama “Gate to gate” ed è stata adottata dopo il via libera delle autorità aeronautiche ma anche dopo un sondaggio effettuato dalla compagnia su un campione di quasi diecimila clienti. Il 73% di costoro ha chiesto di poter attivare la connessione telefonica subito dopo l’atterraggio e di avere più tempo per lavorare con il proprio pc durante il volo. Entro il 2016 la connettività a bordo (oggi possibile su sei aerei di lungo raggio) sarà estesa a tutta la flotta cosa che finora fanno poche compagnie.
All’aeroporto di Fiumicino sono stati assunte 100 persone per l’assistenza ai clienti. Una specie di task force per agevolare i passeggeri in transito che verranno accolti e poi accompagnati ai gate. E almeno due saranno pure gli addetti al check in. «Serve un lavoro di squadra tra noi e Fiumicino spiega Montezemolo —. Dobbiamo lavorare insieme. Fiumicino deve diventare il nostro hub, come lo è il Charles de Gaulle di Parigi per Air France per non parlare di Heatrow per British Airway». Alitalia punta a un terminal dedicato nello scalo romano mentre si sta cercando un accordo con gli Aeroporti di Roma (società controllata dal gruppo Benetton che è anche azionista di Alitalia) per il danno (si parla di 80 milioni) che Alitalia ritiene di aver subito a causa degli incendi della scorsa estate. «Questa Alitalia — è la tesi di Montezemolo — richiede un sistema Paese che la sorregga sul versante del turismo come quello del business. Alitalia è molto importante per l’Italia, e l’Italia è molto importante per Alitalia».
Dove non ci sono i finger per l’attracco dell’aereo (a Fiumicino come in altri scali) o quando, co- munque, l’aereo si fermerà sul piazzale ci sarà la possibilità di scendere dal velivolo da entrambe le uscite (dietro e davanti). I bus dell’Alitalia (circa la metà, per esempio, di quelli in servizio a Fiumicino) sono stati ridisegnati, nuovi pure i nastri per scaricare i bagagli per un investimento totale di circa 10 milioni.
È stato ristrutturato il centro di formazione del personale, è stato battezzato “Excellence training center”. Insieme ai corsi tecnici e sulla sicurezza, si tengono quelli per “style e image”. Circa duemila addetti di terra e di volo hanno partecipato a seminari ad Abu Dhabi alla scuola di Etihad, il cui servizio è considerato tra i migliori al mondo. «Alitalia — dice Montezemolo — ha bisogno di introdurre criteri di meritocrazia. Dobbiamo premiare chi è più bravo, chi merita di più». Le aziende competitive sui mercati, d’altra parte, sono anche quelle che hanno rafforzato il capitale umano. L’attenzione al cliente è pure uno chauffeur per chi viaggia in business class da Roma, Milano e Venezia ad Abu Dhabi e da Roma a New York, come la prossima istituzione di un ufficio reclami. «Per capire le cose che ancora non vanno », conclude il presidente dell’Alitalia.
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