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Montepaschi, sì all’aumento

Dopo dieci ore di riunione, l’assemblea degli azionisti del Montepaschi ha approvato la proposta di ricapitalizzazione fino a 5 miliardi di euro. Ha votato a favore il 96,13% dei presenti, che rappresentavano il 22,37% del capitale della banca. L’a.d. Marco Morelli ha ribadito che l’obiettivo è lanciare l’aumento subito dopo la conversione dei bond, intorno al 7-8 dicembre, «in modo da chiudere prima di Natale».
Il piano di salvataggio «è un’operazione che non ha precedenti, un passaggio fondamentale per permettere alla banca di riposizionarsi tra gli istituti leader in Italia».

Quanto ai timori legati alla consultazione popolare del 4 dicembre, l’a.d. ha riferito che nel corso del roadshow e degli incontri con potenziali investitori ha cercato «di spiegare il piano della banca dal punto di vista della banca stessa» e che esso «è sganciato da fattori esterni e dal referendum». Il piano industriale e il progetto di rafforzamento patrimoniale devono essere valutati «in funzione dei loro aspetti, sia positivi sia negativi, e della loro complessità. Che poi si facciano valutazioni sul referendum e sull’impatto del suo esito sulla banca, non ci riguarda». Morelli ha detto ai soci di essere tornato a Siena «perché credo che questo è un piano che può essere portato in porto».

Finora sono stati incontrati circa 250 potenziali investitori. I cosiddetti anchor investor solitamente «prendono impegni vincolanti a partecipare a eventuali operazioni in prossimità del lancio, quando viene aperta la finestra del timing di adesione». Qualora arrivi il via libera della Consob al prospetto di offerta per la conversione dei bond subordinati in azioni, «partiremo lunedì 28 e durerà per cinque giorni lavorativi, fino a venerdì 2 dicembre. Una volta avuta l’indicazione del mercato sull’adesione alla conversione, potremo considerare quando aprire la finestra per la sottoscrizione delle azioni».

Un capitolo delicato riguarda l’eventualità del bail-in. Morelli è stato netto: «Non abbiamo nessuna idea del prezzo del bail-in perché è un’ipotesi che non abbiamo considerato. Qualunque esito diverso da quello che noi auspichiamo sull’aumento di capitale dovrà essere discusso con l’autorità di vigilanza. Allo stato attuale la banca non ha fatto nessuna valutazione» In ogni caso, agli azionisti è stato precisato che «il contributo, in caso di risoluzione al ripianamento delle perdite e alla ricapitalizzazione da parte dei detentori di passività soggette a bail-in, prima che il fondo di risoluzione possa essere disposto, è stimabile in 13 miliardi».

La Fondazione Mps, azionista della banca con lo 0,7% del capitale e che in assemblea ha votato a favore dell’aumento, deciderà sulla propria adesione dopo l’esito del referendum. Il rappresentante del Tesoro, Stefano Di Stefano, ha annunciato che il ministero dell’economia sostiene il rilancio della banca.

L’assemblea dei soci ha inoltre approvato l’abbattimento per perdite del capitale sociale a 7,3 miliardi di euro e il raggruppamento delle azioni nel rapporto di una nuova azione ordinaria ogni 100 azioni possedute, che potrà essere eseguito il 28 novembre. Via libera anche alla nomina del nuovo presidente Alessandro Falciai. L’uscente Massimo Tononi, nel corso dei lavori, ha detto che le due dimissioni non erano legate a dubbi sul piano «o a contrasti, perplessità o riserve nei confronti dell’amministratore delegato Marco Morelli».

A Piazza Affari il titolo Mps ha guadagnato il 3,32% a 0,23 euro.

Giacomo Berbenni

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