Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Montepaschi rinvia piano e aumento

Gli analisti erano stati convocati per le 8,30 di oggi per ascoltare da parte di Fabrizio Viola la spiegazione del piano di ristrutturazione di Mps imposto dalla Ue. Invece tutto è saltato all’improvviso. Il nuovo corso della banca, con il maxi-aumento di capitale da 2,5 miliardi, la chiusura delle agenzie e la nuova stretta sul personale, la riduzione dei Btp in portafoglio e la concentrazione sulla banca online, per il momento non sarà approvato. Servirà ancora tempo, forse due settimane. Secondo il comunicato di Rocca Salimbeni «pur essendo terminati i lavori tecnici di messa a punto dello stesso, non è stata finalizzata la fase formale istruttoria tra ministero dell’Economia e delle Finanze e Commissione Europea». Così ieri il consiglio ha dovuto prendere atto della richiesta di stop arrivata nella tarda mattinata «a causa della necessità di completare l’iter formale da parte della Commissione».
«Ci sono dei dettagli da mettere a posto», ha spiegato in serata l’amministratore delegato, ma «nella sostanza l’operazione è condivisa e concordata». Si tratta «di un processo complesso che coinvolge tanti soggetti istituzionali e ogni tanto qualche tappa può subire qualche slittamento. È una questione di dettagli che però fanno la loro parte». Troppo delicata la partita, per rischiare un «no» di Bruxelles per motivi formali. Anche se Viola non lo dice, non è affatto contento di questo intoppo. Ma sa anche che l’Italia su questo tema non può fare la voce grossa.
Inevitabilmente i tempi si allungano: Almunia aveva detto che gli uffici avrebbero dato l’approvazione formale entro due mesi. Di conseguenza, l’assemblea sull’aumento quasi certamente si terrà nel 2014. Ieri il board ha solo deciso di cooptare il consigliere in quota Axa, Béatrice Derouvroy Bernard, top manager della compagnia, al posto di Frédéric Marie de Courtois, nuovo numero uno in Italia.
L’altra grana di Mps sarà domani, con l’avvio del processo immediato per l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex direttore generale Antonio Vigni e l’ex capo dell’area Finanza, Gianluca Baldassarri, per ostacolo alla vigilanza per il presunto occultamento del «mandate agreement» della ristrutturazione del derivato Alexandria. I pm Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso intanto si preparano a chiedere il rinvio a giudizio nel filone principale su Antonveneta entro il 3 ottobre. E le inchieste proseguono. Accanto al filone della politica aperto a Firenze, a Siena si indaga sulle presunte irregolarità nel reperimento delle risorse finanziarie con operazioni come Alexandria (con Nomura), Santorini (con Deutsche Bank) o altri contratti. Il faro si è ora acceso sull’operazione Casaforte/Chianti Classico del 2010, una complessa cartolarizzazione di immobili (le filiali) da 1,7 miliardi — con bond collocati presso la clientela della banca — che fruttò a Mps circa 430 milioni di plusvalenza. Lo scorso 13 agosto la Banca d’Italia ha inviato in procura una lunga nota tecnica su Casaforte/Chianti Classico nella quale vengono evidenziati presunti profili penali, sia con riferimento all’ostacolo alla vigilanza sia all’appostamento in bilancio di quelle poste.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Leonardo Del Vecchio stila la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Essilor Luxot...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Per capire la Ragioneria generale dello Stato bisogna aver visitato la sala di Via Venti Settembre d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Riflettori puntati sulla cessione della quota (il 62,50%) di Banca Profilo, oggi all’interno del p...

Oggi sulla stampa