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Montepaschi più solida Banco Bpm, risultati ai livelli pre-pandemia

A sorpresa Mps si ritrova con un trimestre in utile per 119 milioni e un patrimonio positivo per 700 milioni rispetto alle stime della stessa banca senese di -300 milioni rispetto ai requisiti indicati dalla Bce. La strategia del ceo Guido Bastianini ha ottenuto il risultato di puntellare l’istituto recuperando un miliardo di «buffer» di capitale. Anche a livello operativo i 203 milioni rappresentano il trimestre migliore per la banca da tre anni. Gli npl lordi sono scesi al 3,5%. Il trading ha giocato una parte importante, con le plusvalenze dalla vendita di 1,2 miliardi di Btp (ci sono ancora 260 milioni di utili inespressi). Ora lo shortfall di capitale a fine anno è ridotto a circa 1 miliardo. Punto di svolta sarà lo stress test a luglio. In ballo c’è sempre la «soluzione strutturale», cioè la fusione, da stimolare con 3,6 miliardi di dote fiscale, e l’aumento di capitale da 2,5 miliardi. I negoziati con la Dg Comp continuano ma non sono ancora finalizzati, di conseguenza senza una soluzione strutturale la ricapitalizzazione andrà al quarto trimestre o primo semestre 2022.

Su Siena intanto continua a incombere il passato. Tra il 2012 e il 2015 avrebbe ritardato la contabilizzazione di 11,4 miliardi di rettifiche su crediti, secondo i periti del gip di Milano Guido Salvini, Gian Gaetano Bellavia e Fulvia Ferradini, nel procedimento per falso in bilancio agli ex vertici di Mps Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. La contabilizzazione delle rettifiche avrebbe aumentato la perdita del 2013 da 1,4 a 4,4 miliardi e a 4,3 miliardi nel 2015, riducendo in maniera speculare le perdite del 2014, 2016 e 2017, quando tali svalutazioni vennero effettuate. È un punto a favore del finanziere Giuseppe Bivona, consulente di Alken, fondo che ha citato Mps per 434 milioni di danni.

La perizia

Secondo i periti del gip, tra il 2012 e il 2015 Mps non ha rettificato 11 miliardi di npl

Sempre ieri ha presentato i conti Banco Bpm, con una forte ripresa dei risultati operativi: margine di interesse e commissioni) sono stati pari 968 milioni, +5%, «il miglior risultato» dal quarto trimestre 2018 tornando a livelli pre-pandemia. Sale di conseguenza la gestione operativa a 484 milioni, +51,4% sul primo trimestre 2020 mentre l’utile ante imposte è salito a 259 milioni (+150,3%). L’utile netto è sceso a 100,1 milioni ma meglio del consensus di 85 milioni. Sugli npl ci sarà un’ulteriore accelerazione al derisking con la cessione di 1,5 miliardi di sofferenze entro giugno (Progetto Rockets). Castagna ha evidenziato un altro dato rilevante per la solidità dell’istituto: la bassa rischiosità delle moratorie da Covid 19, tanto che l’82% di quelle in essere presenta un rischio medio basso e quelle scadute hanno un tasso di default molto contenuto, pari allo 0,9%.

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