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Montepaschi ha nascosto operazioni

Gli ex vertici del Montepaschi «hanno messo in atto un insieme di attività dolose, hanno fatto di tutto per occultare le operazioni che avevano realizzato»: lo ha detto il direttore generale della Consob, Angelo Apponi, durante l’audizione davanti alla commissione di inchiesta sulle banche. L’authority ha cercato di svelare questo meccanismo il prima possibile, ma prevenire queste truffe è impossibile perché nessuno possiede «la bacchetta magica». Sull’acquisizione di Antonveneta la Consob ha segnalato al mercato tutti i rischi connessi, mentre la verità su Alexandria e Santorini è stata accertata «utilizzando elementi probatori che solo l’autorità giudiziaria aveva il potere di raccogliere».

Sulla vicenda Mps, ha sottolineato Apponi, c’è stato «un forte grado di collaborazione» fra Bankitalia, Consob, procure di Siena e Milano e la Guardia di finanza. Invece il rapporto con Bafin è stato «articolato e non sempre fruttuoso», visto che la Consob tedesca non si è mostrata sempre disposta a fornire i documenti che riguardavano i rapporti tra l’istituto senese e Deutsche Bank.

Quanto ad Antonveneta, «il prospetto informativo relativo all’aumento di capitale riportava tutti i fattori di rischio dell’operazione, nonché le informazioni sulla situazione economica e patrimoniale trasmesse dalla Banca d’Italia il 9 aprile 2008». Sui conti del Montepaschi hanno pesato in maniera rilevante la crescente esposizione in titoli di stato e l’incremento dei crediti deteriorati.

Nell’agosto 2008, in occasione della semestrale, la banca ha fornito «un’informativa falsa al mercato», ha ricostruito il d.g. della Consob. Si riportava una stima del patrimonio di vigilanza superiore al 9%, mentre «le azioni JpMorgan, nella sostanza, continuavano a non dover essere computate nel patrimonio di vigilanza». Quest’ultimo, al 30 giugno 2008, «senza le azioni JpMorgan si sarebbe posto al di sotto del requisito prudenziale dell’8% (al 7,8%)».

Intanto gli atti della commissione che riguardano le banche venete saranno trasmessi in tempi brevi alla procura di Roma.

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