Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Montepaschi incassa il via libera alla vendita dei crediti deteriorati

MILANO — Grande attivismo agostano per Bce: dopo il disco verde alla Delfin per salire in Mediobanca, ieri c’è stata la “Bozza di decisione” per Montepaschi. Una Bozza che si può cosiderare praticamente definitiva visto che la banca ha già comunicato di accettarla in pieno; l’ok finale all’operazione di scissione degli oltre 8 miliardi di crediti deteriorati dovrebbe arrivare entro pochi giorni.
Come sempre accade, la Bce ha posto alcune condizioni per l’ok. La prima è che la scissione sia accompagnata da un rafforzamento patrimoniale, da attuare con bond subordinati (tecnicamente At1 e Tier2). In pratica obbligazioni particolari, che irrobustiscono il patrimonio di base. Ma Francoforte non ha indicato cifre complessive, se non per il Tier2 da 250 milioni, da emettersi prima che sia completata la scissione. Per la seconda parte si dice dovranno essere «ripristinati i requisiti patrimoniali complessivi » di Mps, dettati dai regolatori (lo Srep). Questa seconda misura (l’At1) potrebbe essere intorno ai 450 milioni (dunque 700 complessivamente) ma né la banca né la Bce lo hanno indicato.
Inoltre Bce chiede che sia previsto per legge che il Mef possa sottoscrivere fino al 70% di questa seconda emissione (il 30% almeno deve andare sul mercato, ma ovviamente può essere anche di più). Questa condizione è già rispettata perché nel Decreto agosto è previsto che lo Stato possa prendere partecipazioni, fino ad un massimo di un miliardo e mezzo.
La posta in gioco è la scissione degli Npl, che andranno alla società specializzata nei crediti deteriorati, Amco, controllata al 100% dal Tesoro. Conseguentemente il Mef si ridurrà in Mps (la scissione è non proporzionale) e le sue azioni saranno annullate, a vantaggio dei soci non Mef del Monte, che si ritroveranno con una partecipazione più corposa (grosso modo del 4-5% complessivamente, se nessuno eserciterà il recesso o sceglierà di ricevere in cambio azioni Amco non quotate).
A questo punto la tabella di marcia teorica potrebbe prevedere un disco verde definitivo tra pochissimo e l’assemblea straordinaria per autorizzare la scissione entro metà ottobre. Parallelamente, ogni momento è buono per emettere il Tier2: si aspetterà la finestra di mercato opportuna. Per la seconda parte, quella dell’At1, si potrebbe andare anche all’anno prossimo, dipenderà da quando si manifesterà la necessità di reintegrare il patrimonio.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa