Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Montepaschi, i pm in Spagna da Botin

Era il tassello finale dell’inchiesta Mps: l’interrogatorio del numero uno del Banco Santander, Emilio Botin. Avrebbe dovuto essere ascoltato già a fine gennaio ma non si era presentato a Siena. Così i magistrati hanno dovuto procedere per rogatoria. Oggi il banchiere spagnolo, fondatore e azionista della più grande banca europea, sarà a Madrid davanti al pm di Siena Antonino Nastasi, da ieri nella capitale iberica insieme con il comandante del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza, il generale Giuseppe Bottillo.

Sono parecchie le cose da chiedere a Botin. Nel novembre 2007 il banchiere — assistito dall’advisor Rothschild — riuscì nel colpaccio di vendere a Mps per 9 miliardi in contanti Antonveneta, istituto conquistato appena tre mesi prima nella scalata ad Abn Amro (insieme con Rbs e Fortis, entrambe poi finite male). A sua volta la banca olandese l’aveva conquistata neanche due anni prima per 7,3 miliardi. Dallo spezzatino di Abn Botin ottenne il Sud America e appunto Antonveneta, cui attribuì un valore contabile di 6,6 miliardi, contro i 9 pagati da Mps.

L’acquisizione mise in ginocchio Siena. Non tanto per il prezzo, considerato elevato dal mercato ma in linea con le valutazioni del periodo; quanto per gli oneri successivi che la banca allora presieduta da Giuseppe Mussari e guidata da Antonio Vigni si trovò ad affrontare. In pochi mesi Mps dovette sostituire Abn Amro nei finanziamenti ad Antonveneta per circa 8 miliardi. Una cifra enorme, per coprire la quale Mps venne finanziata dallo stesso Santander per 5 miliardi. Inoltre tra legali, banche, pareri eccetera Siena spese altri 66 milioni, 13 milioni come «oneri accessori alla transazione», 8 milioni di commissioni sui debiti contratti e 45 milioni legati agli aumenti di capitale. Alla fine l’impegno supererà i 19 miliardi, secondo i calcoli della Gdf. Il tutto per una banca che aveva un patrimonio netto di 2,9 miliardi.

Al centro delle indagini — per le ipotesi di falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza — ci sono appunto le modalità di reperimento delle risorse per Antonveneta. Non sarebbe invece emersa traccia della presunta «maxi-tangente» pagata per l’operazione, sempre considerata dagli inquirenti «un’ipotesi fantasiosa».

A Botin Nastasi — titolare dell’inchiesta insieme con i pm Aldo Natalini e Giuseppe Grosso — dovrebbe chiedere fra l’altro lumi sulla telefonata notturna nella quale Mussari alzò di 1 miliardo l’offerta di Mps per battere una presunta proposta alternativa di Bnp Paribas. E anche su quella che all’inizio dell’inchiesta venne considerata «un’anomalia», per quanto legale e comunicata nei documenti informativi: il pagamento di 230 milioni di interessi in aggiunta ai 9 miliardi, per il periodo che va dall’accordo dell’8 novembre alla firma definitiva il 30 maggio 2008 (closing).

Procedono intanto gli altri filoni d’inchiesta: la prossima settimana si tiene il Riesame sulla richiesta di sequestro da 1,8 miliardi a carico di Nomura per il derivato «Alexandria», mentre il gip ha negato i domiciliari all’ex capo area finanza Gianluca Baldassarri.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intesa Sanpaolo mette a disposizione 400 miliardi di euro in crediti a medio-lungo termine a fianco ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un sostegno per tutti i lavoratori (dipendenti, autonomi, saltuari), tutte le imprese (grandi e picc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Joe Biden punta a raddoppiare il prelievo fiscale sui capital gain, le plusvalenze realizzate sugli ...

Oggi sulla stampa