Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Montepaschi giù in Borsa, meno 5%. Viola: non ci sono nuovi soci alla porta

SIENA — Nel giorno di un nuovo tonfo in Borsa per il Monte dei Paschi (-4,8%), tornano i malumori all’interno della Fondazione, mentre i vertici dell’istituto di credito senese parlano della ricerca di nuovi soci.
«Se la Banca ricapitalizza adesso, per la Fondazione Mps l’operazione si trasforma in un bagno di sangue. Devono aspettare. La Banca deve dare il tempo a noi della Fondazione Mps di vendere l’1,4% delle azioni e magari anche di più, sì anche fino al 10% se necessario. Per questo la dichiarazione di Profumo non è piaciuta». Parole di un membro della Fondazione Mps che, a differenza di un altro consigliere, Paolo Mazzini, democratico in rotta col candidato sindaco del Pd Franco Ceccuzzi, non vuole comparire. Il mal di pancia in Fondazione Mps è virale e diffuso, per l’uscita di Alessandro Profumo che ha espresso l’ansia di trovare un socio per Banca Mps, «non importa di che nazionalità — ha detto il numero uno di Rocca Salimbeni — purché
abbia voglia di investire».
La Consob presenterà oggi al Parlamento una relazione che ricostruisce tutta l’azione di controllo che l’organo di vigilanza ha svolto su Banca Monte dei Paschi dal 2007 ad oggi, un lavoro simile a quello preparato da Bankitalia alla vigilia dell’intervento del ministro Vittorio Grilli alle commissioni finanza di Camera e Senato riunite in seduta congiunta. Ma intanto sul tema scottante del socio per la Banca senese è tornato ieri l’amministratore delegato Fabrizio Viola. «Auspichiamo che si creino in tempi brevi le condizioni per un interesse da parte di soci finanziari stabili e di qualità per la banca, perché ricapitalizzare è un passaggio importante per assicurare il pieno conseguimento del piano industriale e il pieno rimborso dei Monti bond», ha ripetuto il capo azienda Mps. «Ma in questo momento nuovi soci non ce n’è pronti ad investire».
Viola ha anche ricordato che «ad ottobre l’assemblea dei soci della banca ha deliberato una delega al Cda per un aumento di capitale di un miliardo con rinuncia a diritto d’opzione, che presuppone che questo aumento sia presumibilmente sottoscritto da azionisti oggi non presenti nel capitale». In quella circostanza la Fondazione aveva espresso l’auspicio che l’azione di ricapitalizzazione, che costringerebbe l’ente a diluirsi ancora, fosse utilizzata dalla Banca come estrema ratio, in futuro, auspicio che il deputato Mazzini interpreta come un mandato.
«Sbaglia — dice un altro membro della Fondazione — ma esprime il sentimento diffuso dentro l’Ente di evitare una sovrapposizione della ricapitalizzazione con la vendita di azioni da parte nostra. Prima di ricapitalizzare la Banca dovrebbe tornare a fare reddito e aspettare che il titolo risalga».
A tal proposito — secondo quanto Viola ha detto a Radio 24 — il deprezzamento di Mps in Borsa «è sintomo del fatto che ancora il mercato non crede a quello che potrà essere il miglioramento dei fondamentali implicito nel piano industriale che stiamo attuando. E’ indubbio che le vicende di questi giorni hanno avuto un effetto sull’andamento del titolo. Non poteva che essere così. Quello che posso dire — ha concluso — è che dal punto di vista gestionale la banca sta continuando a operare assolutamente in modo regolare».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ita, la nuova compagnia aerea a controllo pubblico, si chiamerà Alitalia, come la vecchia. Lo stor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Strada spianata per la fusione Sia-Nexi, che ora avverrà «nei più brevi tempi possibili», scriv...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra anche il reddito di cittadinanza nel decreto fiscale collegato alla manovra all’esame oggi ...

Oggi sulla stampa