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Montepaschi, corsa per l’aumento Operazione da 2,1 miliardi, senza Stato

Alla Borsa l’annuncio è bastato. Il titolo del Montepaschi ha ripreso quota, guadagnando l’1,48% a 0,61 euro, ben sotto i massimi di seduta, dopo il crollo della scorsa settimana, quando aveva accumulato perdite pari al 40%. Del resto la comunicazione diffusa da Rocca Salimbeni domenica sera, dopo la triangolazione con Bankitalia e ministero dell’Economia, era stata netta. Mps farà un aumento di capitale per l’intero ammontare del deficit segnalato dagli stress test della Bce – 2,1 miliardi – senza ricorrere a fondi pubblici. Non ci sarà quindi, stando all’annuncio fatto, neanche un prolungamento del prestito al Tesoro, ma anzi, semmai, un rimborso anticipato mentre resta in campo la cessione di alcuni asset . 
L’aumento di capitale dovrebbe essere assicurato dai soci che hanno provveduto all’operazione da 5 miliardi conclusa a giugno, compresi quindi la Fondazione e i soci esteri – il fondo Fintech Advisory e la società di investimento Btg Pactual – anche se solo Axa è per ora uscita allo scoperto. Dovrebbe essere lo stesso anche il consorzio di collocamento guidato da Ubs e Citicorp a cui si potrebbero aggiungere Morgan Stanley, Mediobanca, Goldman Sachs, Barclays e Merrill Lynch. Tra gli investitori interessati ci sarebbero pure altri fondi esteri attirati dalla possibile ripresa di valore della banca. E proprio ieri sera, con una nota, il fondo Nit Holdings Limited con sede ad Hong Kong ha annunciato – ma a Siena non è arrivata alcuna comunicazione – la disponibilità ad investire in Mps fino a 10 miliardi.Il piano di rafforzamento patrimoniale dovrà essere presentato a Francoforte entro il 10 novembre e Mps ha convocato per il 5 luglio il consiglio di amministrazione per deliberare.
«La soluzione è a portata di mano» ha detto ieri il presidente del consiglio, Matteo Renzi rilevando che comunque i risultati degli esami della Bce «dicono che la stragrande maggioranza del sistema bancario italiano è in grado di fronteggiare le sfide del futuro». Le due banche «che hanno incontrato difficoltà stanno lavorando alacremente per trovare soluzioni» che sono vicine, ha aggiunto.
Mps «ha pagato la cattiva gestione del passato», ha detto ieri, parlando al parlamento europeo e citando il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, la francese Danièle Nouy, numero uno del nuovo organismo di vigilanza della Bce, che proprio oggi diventa operativa. Le banche italiane «sono state condizionate dall’economia in recessione» ha aggiunto, assicurando che gli esami della Bce sono stati svolti in modo «equo e molto trasparente».

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