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Montepaschi, avanti tutta

La strada del Montepaschi è ben definita. Il cambio di governo non avrà un impatto sul piano di Rocca Salimbeni che, tra l’altro, non ha allo studio nessun dossier di possibili aggregazioni né altre chiusure di filiali, con ulteriori riduzioni di personale: lo ha spiegato l’a.d. Marco Morelli nel suo intervento al congresso della Fabi svoltosi a Roma.

Il fatto che siano in vista avvicendamenti al ministero dell’economia, azionista con circa il 70% della banca senese, «non è una cosa che ha un impatto su quello che dobbiamo fare», ha riferito Morelli. «Andiamo avanti sul piano. Ci sarà un nuovo interlocutore con il quale ci confronteremo. Ci sono azionisti e un cda, io rispondo a loro di quello che faccio. Il mio mandato è a disposizione degli azionisti, sono loro che devono decidere e valutare. Chi fa il mio mestiere non si può preoccupare chi di va al governo, di chi vince le elezioni e di chi viene eletto a Siena».

Per il momento Rocca Salimbeni non valuta alcuna ipotesi di aggregazione. Questo tema, ha ribadito l’a.d., «non è né sul mio, né sul nostro tavolo». L’argomento, del resto, «non riguarda il management della banca ma gli azionisti, nella misura in cui questo tipo di operazioni possa creare valore sotto tutti i punti di vista per i ricavi e la valorizzazione dei dipendenti».

A proposito della situazione di Mps, «si è rimesso a camminare ma, come ho già detto, ci vorrà tempo, sarà un percorso molto lento. Mps è uscito dalla chirurgia d’urgenza, ma pensare che si rimetta a camminare spedita e veloce come i concorrenti non è uno scenario plausibile. Lavoriamo giorno e notte per portare avanti il piano, non è semplice. Credevo che la banca potesse ripartire un anno fa e ci credo ancora oggi. In dodici mesi non ho cambiato opinione su questo tema, la mia posizione è identica a quella di un anno fa».

Sollecitato dai sindacalisti su eventuali nuove chiusure di filiali che avrebbero conseguenze negative sul personale, il numero uno del Monte ha precisato che per il futuro «c’è un piano che prevede una serie di iniziative tra cui la chiusura delle filiali: è un piano tracciato, non c’è nessuna novità. Stiamo lavorando per fare in modo che la ripresa commerciale sia tale per poter raggiungere gli obiettivi del piano, prescindendo da quelle che sono state le condizioni poste in termini di chiusura di filiali e riduzione dei dipendenti». Una banca, ha proseguito Morelli, ha l’obiettivo «di tutelare il corpo aziendale, i dipendenti, gli azionisti, il bilancio e il conto economico. Mps deve fare dei risultati, punto. Poi possiamo discutere di quanto sono aggressivi gli obiettivi, ma la banca deve fare ricavi e a un certo punto deve produrre utili».

Il rilancio della banca, ha concluso l’amministratore delegato, non passa dal taglio dei costi ma «dal coinvolgimento di tutte persone che lavorano al Monte, e tutti insieme dobbiamo arrivare a fare certi risultati: se ci riusciamo o no, qualcuno lo valuterà».

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