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Montepaschi, arrivano i Monti bond

Due passi avanti nel complesso iter degli aiuti di Stato per il Montepaschi. Ieri la Corte dei Conti e il Tar hanno dato il loro via libera ai Monti bond. La prima ha detto sì alla registrazione del decreto del presidente del Consiglio dei ministri, relativo ai titoli che dovranno essere sottoscritti dal Tesoro nei prossimi giorni per complessivi 4,1 miliardi e che molto probabilmente faranno entrare lo Stato nel capitale della banca a partire dal 2014 grazie al pagamento degli interessi in azioni. La registrazione, è spiegato in una nota, avviene grazie alle deroghe sulla contabilità di Stato del 2012 e «giustificate dalle eccezionali circostanze riconosciute anche in sede europea». È così venuto meno uno degli ultimi ostacoli all’emissione degli «strumenti finanziari» per coprire il deficit patrimoniale di Mps causato dalla svalutazione dei titoli di Stato che la banca ha sottoscritto con operazioni spericolate ora sotto la lente della procura di Siena.
In serata è arrivata poi la decisione del Tar del Lazio: il Tribunale amministrativo ha respinto il ricorso del Codacons che chiedeva di annullare la delibera della Banca d’Italia al prestito.
Le operazioni in derivati, specialmente il mega-contratto «Alexandria» da 3 miliardi di Btp con «pronti contro termine» sono invece state al centro dell’interrogatorio di oltre tre ore dell’ex responsabile dell’Area Finanza di Mps, Gianluca Baldassarri, il presunto capo della «banda del 5%». Ieri a San Vittore, dove è in custodia cautelare, assistito dall’avvocato Filippo Dinacci avrebbe confermato ai pm senesi Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso che i vertici di Mps avessero saputo di Alexandria, che i contratti erano a conoscenza di Banca d’Italia e che non ha conti all’estero (gli sono stati sequestrati in Italia 18 milioni di euro, scudati). Intanto l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex sindaco ed ex parlamentare Pd Franco Ceccuzzi risultano indagati a Salerno in uno stralcio dell’inchiesta sul fallimento del pastificio Amato.
Un sostegno a Mps è arrivato ieri da Axa, azionista al 3,7% di Siena da cui «non è prevista l’uscita», ha detto il direttore generale di Axa, Denis Duverne. «Abbiamo totalmente fiducia nel nuovo management» Alessandro Profumo e Fabrizio Viola», ha aggiunto l’amministratore delegato Henri de Castries. «Purtroppo questa banca ha un passato di cui noi azionisti abbiamo pagato il prezzo per il calo del corso di Borsa».

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