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Monge in Mediobanca il re del cibo per cani entra nel salotto buono

Per i suoi 86 anni, che compirà a fine mese, il 25 novembre, ha deciso di regalarsi l’1 per cento di Mediobanca. E c’è chi non esclude che Baldassarre Monge, fondatore dell’omonimo impero del pet-food, possa crescere ancora nei prossimi mesi. «Salire nel capitale di Piazzetta Cuccia se si presentasse sul mercato l’opportunità? Perchè no…», risponde, Alessandra Monge, figlia e una degli ad del gruppo con il fratello Domenico e la sorella Franca.
Nel salotto buono della finanza il posto occupato dalla famiglia Monge, che ha il suo quartier generale a Monasterolo di Savigliano, in provincia di Cuneo, potrebbe anche allargarsi. Solo una cosa si sentono di escludere: «Per il momento non abbiamo intenzione di quotarci», sottolinea l’ad. Il primo gruppo italiano di cibi per animali, presente in oltre 100 Paesi e con un fatturato che supera i 200 milioni, rimarrà saldamente nelle mani della famiglia e non vuole per ora aprire il capitale all’esterno. D’altronde il fondatore e i suoi figli sono sempre riusciti a far crescere l’azienda, che è entrata a un livello alto in classifica nelle top 50 del comparto nel mondo. Perché questo avvicinamento a Mediobanca? «Stiamo investendo da alcuni anni in Mediobanca. Il nostro papà ha sempre creduto molto nella società e gli eventi hanno portato che in questi giorni si raggiungesse la quota dell’1%. È un investimento a lungo termine, fatto per creare una cassaforte dei fondi aziendali e per garantire un futuro all’azienda ed a tutte le persone che ogni giorno entrano con noi al lavoro. Molti dipendenti hanno contribuito a realizzare il sogno di nostro papà». La presenza di Monge in Mediobanca è saltata fuori con l’ultima comunicazione della Consob e con il superamento del tetto dell’1 per cento di azioni. Piena fiducia sul timoniere di Piazza Cuccia: «Nagel è sicuramente un ottimo amministratore delegato, che è stato in grado non solo di mantenere, ma di aumentare gli utili anche in tempo di crisi» Il fondatore dell’impero, nonostante l’età, tutte le mattine è in azienda a controllare come vanno le cose. Mediobanca è un bel salto per chi ha iniziato vendendo galline spennate su una panchina di via Sacchi a Torino dopo la guerra, andando avanti e indietro da Monasterolo in bici e treno. Ed è proprio su quella panchina, quando hanno iniziato a chiedergli la carne per i cani, che Monge ha capito che cosa avrebbe fatto in futuro. Poco importa se uno ha la quinta elementare, conta l’intuito imprenditoriale, la capacità di leggere i cambiamenti e la forza di andare in Svezia per comprare i primi sterilizzatori. Monge, grande amante dei cani, è espressione della razza industriale piemontese. Le prime lattine di carne le ha chiuse insieme al ragionier Ferruccio Biraghi, fondatore dell’omonimo marchio dei formaggi. «Le hanno sterilizzate tre alla volta nella pentola a pressione di nostra mamma», raccontano i figli. Oggi il quartier generale di Monasterolo, anno di fondazione 1963, ha una superficie di 55 mila metri quadri, oltre 300 dipendenti e 120 venditori. E il gruppo ha conquistato gli s caffali della grande distribuzione. «Siamo il risultato del consumismo – dice Monge – recuperiamo le parti meno nobili della carne e li usiamo per i nostri piccoli amici animali ».
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