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Moneta unica irreversibile ed eurozona più forte: Visco prepara la difesa all’assemblea di Bankitalia

Ignazio Visco è un banchiere centrale convinto, al pari degli altri suoi colleghi dell’Eurosistema, che per l’euro non si possa mettere la marcia indietro. 
La moneta unica «è irreversibile», ha detto più volte, in sintonia col presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, rilevando come proprio la Bce abbia approntato gli strumenti necessari a difenderla. Anche nei confronti della crisi della Grecia, aggravatasi nelle ultime ore, comunque portatrice, secondo un recente rapporto della Banca d’Italia, di forti rischi di instabilità e di grosse incognite.
«L’Eurosistema è pronto a fronteggiare gli effetti sui mercati finanziari di un aggravamento delle tensioni», è il pensiero del governatore, anche se l’esito ultimo della vicenda è in mano ai governi nazionali e non alla politica monetaria. Un messaggio che Ignazio Visco ripeterà, illustrando le sue Considerazioni finali all’assemblea della Banca d’Italia che si riunirà domani, in anticipo rispetto al tradizionale appuntamento del 31 maggio. Uno spostamento straordinario di data per consentire la partecipazione dello stesso governatore al vertice del G7 finanziario di Dresda, assieme agli altri banchieri centrali e ai ministri delle Finanze e dell’Economia dei sette Paesi più industrializzati del mondo per discutere della crescita e dei suoi rischi, a partire dalla crisi greca, di regole finanziarie e di lotta all’evasione fiscale.
Per la Banca d’Italia, rispetto a quattro anni fa, quando la crisi di Atene è esplosa, la situazione è meno pericolosa per la stabilità finanziaria. Il sistema si è rafforzato ed è in grado di delimitare il contagio. I problemi sarebbero invece per la stessa Grecia e per la costruzione politica dell’Europa, che non è riuscita a trovare un’intesa e che ha l’assoluta e urgente necessità di rafforzare la sua governance . E ciò vale sia per il pericolo greco sia per le prospettive di crescita che, secondo Visco, vanno potenziate, soprattutto allo scopo di spingere l’occupazione, dalle mosse dei governi, a cui si chiede di completare e realizzare le riforme, approfittando delle condizioni favorevoli determinate dall’azione espansiva della politica monetaria.
Domani Visco insisterà sull’esigenza di rilanciare gli investimenti e l’innovazione per consolidare la ripresa, che per l’Italia sarà lenta e graduale, assecondando anche i cambiamenti dell’economia reale. Sulle banche il governatore di Bankitalia si soffermerà, dedicando gran parte delle sue Considerazioni finali ai nodi da risolvere per completare il periodo di transizione verso il completamento dell’Unione bancaria.
In primo luogo il nodo delle troppe sofferenze, cioè i crediti diventati inesigibili, accumulati dal sistema durante gli anni della recessione che le banche dovrebbero cedere per liberare risorse da destinare all’economia e per recuperare redditività. In secondo luogo la questione dell’adeguatezza del capitale delle banche soprattutto le medie e le piccole, che richiederà in molti casi — come nel settore delle Popolari — fusioni e aggregazioni.
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