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“Mondadori-Rizzoli investimento sul Paese”

MILANO – Il giorno dopo l’accordo per l’acquisto della Rcs Libri i vertici della Mondadori brindano al sogno realizzato. «È un’operazione di cui siamo particolarmente orgogliosi – dichiara il presidente Marina Berlusconi – un rilevante investimento sul futuro di questo paese, da parte di una grande azienda italiana, in un settore nobile e speciale». Nel mezzo, però, c’è ancora da attendere il via libera dell’Antitrust che ha in totale 105 giorni a disposizione per aprire un’istruttoria e arrivare al risultato finale. «Ho già detto come la penso sui rischi di questa operazione sul delicato mercato dei libri, ma ho anche ripetuto che il governo non può e non deve intervenire – ripete il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini – semmai sarà l’Antitrust nella sua totale indipendenza a valutare l’operazione». Un primo punto fermo sarà stabilire esattamente qual è la quota di mercato nel segmento “trade” che Mondadori e Rizzoli raggiungono insieme. I dati forniti nelle ultime ore dalla Mondadori, già escludendo il peso dell’Adelphi dal perimetro di vendita, danno la Mondazzoli al 34,3% nel trade e al 24,8% nell’education. Quote di mercato riferite ai dati al 30 giugno scorso, ma c’è chi osserva che una giusta rilevazione deve prendere in considerazione i numeri di fine anno quando le strenne Mondadori e Rizzoli fanno il pieno in libreria. Il secondo gruppo editoriale ben staccato è Gems (Mauri Spagnol) con il 10,2% del mercato, poi Giunti con il 6,7% e la Feltrinelli con il 4,4%. Il 40,3% è invece frammentato tra tante sigle minori. Ora punto bisogna capire che cosa ha in mente l’ad di Mondadori Ernesto Mauri, che ha fortemente voluto l’acquisizione. La sua idea di fondo è di consolidarsi in un’area, quella dei libri, dove la Mondadori è leader e dove registra la maggiore redditività del gruppo. Rispetto a qualche anno fa, infatti, le parti si sono invertite: i periodici in Italia rendono poco anche dopo la profonda ristrutturazione imposta da Mauri a Segrate. La Mondadori Libri al momento ha un margine del 14%, la Rcs Libri del 4%, insieme sono al 10% e contano per il 53% dei ricavi di tutto il gruppo. L’obiettivo di Mauri è di portare in due anni la redditività di tutto il settore libri al 14%, grazie a circa 10 milioni di sinergie da realizzarsi con risparmi su costi di struttura e funzionamento e con l’ottimizzazione della gestione operativa. Inoltre il nuovo gruppo ha la possibilità di estendere il business di Electa mediante l’integrazione con i libri illustrati Rizzoli, molto venduti sul mercato americano. E conta anche su un arricchimento del portafoglio autori, anche se alcuni sono preoccupati degli effetti che la concentrazione dei brand può provocare. «Non si perderà l’autonomia, ma nulla sarà più come prima», dicono scrittori come Michele Mari e Dacia Maraini. Altri, come Nicola Lagioia e Giancarlo De Cataldo, sono più ottimisti sul fatto che le sigle non saranno appiattite, ma anche convinti che a farne le spese saranno soprattutto i lavoratori. Un timore espresso anche di sindacati.
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