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Mondadori in manovra sul debito

Mondadori apre il cantiere debito. Con una doppia mossa. Rinegozia le vecchie linee e contratta nuova finanza. Nel giorno in cui la casa editrice presenterà al mercato la trimestrale, l’ad Ernesto Mauri oggi firmerà con le banche un accordo altrettanto importante: mettere mano a tutto il debito per un totale di quasi 600 milioni.
Secondo quanto si apprende da fonti di mercato, un pool di cinque banche (composto da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi, Bpm-PopolareMilano e Bnl) ieri ha trovato l’accordo per rifinanziare il debito della casa editrice (che pubblica i magazine Chi e TvSorrisiCanzoni e alcuni tra i più prestigiosi scrittori mondiali), per circa 300 milioni, in scadenza nel 2014, e allo stesso tempo concedere nuova liquidità per 270.
L’operazione, messa a punto dal direttore finanziario Carlo Maria Vismara, metterà in sicurezza l’azienda almeno per il prossimo anno e mezzo. E dare a Mauri tutto il tempo necessario per concentrarsi sulla ristrutturazione editoriale del gruppo, il compito che gli è stato affidato dalla presidente Marina Berlusconi e dall’azionista Fininvest (guidata da Pasquale Cannatelli). Con un piano di taglio dei costi e revisione dei prodotti.
A fine giugno la casa editrice di Segrate aveva 367 milioni di debiti netti. Con l’accordo appena siglato, Mondadori di fatto mette in sicurezza il grosso dell’esposizione. Approfittando di tassi mai così bassi, alla luce anche dell’ultima inattesa sforbiciata della Bce, Mondadori allunga la scadenza e paga meno interessi. Il riscadenziamento, a quanto si apprende, fa parte di un piano più ampio in cui oltre a rinegoziare le linee esistenti, Mondadori ottiene anche nuova finanza (270 milioni).
Oggi, poi, gli occhi saranno tutti rivolti ai conti dei nove mesi per capire quanto la medicina somministrata da Mauri stia funzionando. L’industria dei media, come ieri la trimestrale della cugina Mediaset (con la quale condivide la medesima proprietà, la famiglia Berlusconi) ha evidenziato, è ancora investita dalla recessione e non si intravedono segnali di inversione. In un mercato dove i consumi calano e la pubblicità cola a picco (-17% in Italia quest’anno, e già il 2012 era stato un anno nero), al giro di boa di metà anno, Mondadori è finita in rosso (-27,5 milioni, mentre l’anno scorso c’era un seppur risicato utile (7,5 milioni). La risposta di Mondadori alla crisi è stato proprio l’arrivo di Ernesto Mauri. Che ha varato un grosso piano su due direttrici: taglio dei costi da 100 milioni da qui a due anni (il personale, al netto dei costi di ristrutturazione, è calato del 5,5%). Rilancio delle testate premium: il restyling contemporaneo di Grazia, DonnaModerna e TuStyle, con la rivoluzione della «raccolta unica» per le tre riviste.
Date queste premesse, però, già a metà anno a Segrate non vedevano segni di miglioramento e per la fine dell’anno prevedevano un Mol ancora più basso del 2012. Oggi si capirà meglio come andrà il 2013. La «Cura Mauri» qualche primo risultato l’ha già portato, ma ci vorrà ancora del tempo per vederne i frutti in pieno. Ieri a Piazza Affari il titolo è sceso dell’1,78% a 1,5 euro: ma da inizio anno le azioni corrono del 44% .

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