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Moncler al tutto esaurito. Una griffe che vale 2 miliardi

MILANO — Alla chiusura dell’offerta manca ancora una settimana, ma in soli tre giorni le prenotazioni l’hanno già coperta 12 volte. Lo sbarco in Borsa di Moncler, atteso per il 16 dicembre a Piazza Affari, si conferma così l’Ipo dell’anno. L’azienda collocherà sul mercato circa il 26,7% del capitale: in tutto 66,8 milioni di azioni ad un prezzo compreso tra gli 8,75 ed i 10,2 euro per una valorizzazione oltre i 2 miliardi. Il 10% delle azioni andrà sul mercato ed il 90% invece è destinato a investitori istituzionali: dall’operazione sarà raccolta una cifra compresa tra i 585 ed i 681 milioni di euro (ma visto l’entusiasmo è probabile che il prezzo venga fissato nella parte alta dell’offerta).
Per il marchio, nato nel 1952 a Grenoble, il 2013 sarà l’anno dell’ennesima svolta: «Nel 2012 abbiamo festeggiato il 60° anniversario, ma il brand è ancora giovane: per noi era ora di trovare un nuovo significato alla marca», ha spiegato Remo Ruffini, presidente e direttore creativo di Moncler, presentando l’Ipo a Milano. Il primo traguardo arriva negli anni 80 quando i piumini, dalle piste da sci, conquistano le principali capitali europee. Un altro anno importante è il 1992, quando la marca passa in mani italiane. Infine, il 2003: l’azienda, in crisi, viene comprata da Ruffini che ne riorganizza la struttura e ne pianifica il rilancio. A dieci anni dall’operazione, Moncler è pronta per Piazza Affari: «I prodotti-icona c’erano, il know how anche. Ora siamo diventati globali, abbiamo migliorato e ampliato l’offerta», ha analizzato il presidente, ricordando che se il prodotto di punta resta il famoso piumino, ora ci si concentra anche su maglieria, accessori, occhiali (e in futuro, profumi).
Anche i risultati, la «pagella» dell’azienda come la chiama lui, ci sono: il 2012 si è chiuso con un fatturato di 489,2 milioni (con una crescita media del 33% negli ultimi tre anni), e un Ebitda pari a 161,5 milioni. Le stime per il 2013? Un fatturato da 570 milioni e un Ebitda di 180. «Quotarci, per noi, significa trasparenza ma anche aprire le porte a nuovi talenti», ha sottolineato Ruffini, che nel 2011 era già arrivato ad un passo dalla quotazione. Stavolta l’offerta, che si chiuderà alle 13.30 dell’11 dicembre, ha già attirato l’attenzione degli investitori internazionali: dopo Milano, il roadshow proseguirà in Usa, Hong Kong e Giappone. Per il post-Ipo il percorso è già tracciato: l’azienda vuole puntare sempre di più sul retail ed espandersi all’estero (dalla Russia agli Usa, passando per la Cina ed il Medio Oriente ma anche Canada e Brasile), consolidando i mercati dell’Europa occidentale e del Giappone. Tra le novità annunciate durante la presentazione a Milano anche l’apertura di «travel retail», un format pensato per la vendita nei migliori aeroporti del mondo. Nel consiglio entreranno, tra gli altri, Nerio Alessandri e Alessandro Benetton

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