Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Moltrasio guiderà il team delle Popolari europee

Sarà con tutta probabilità un italiano a coordinare il gruppo di lavoro che, a partire da novembre, curerà i rapporti tra le banche popolari del Vecchio Continente e la Banca centrale europea. Andrea Moltrasio, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Ubi, è infatti in pole position per essere nominato a capo del team che, sotto l’ombrello dell’Associazione Europea delle Banche Cooperative (Eacb), avrà il compito di monitorare l’impatto della Vigilanza unica sul mondo popolare-cooperativo e di trovare possibili soluzioni con l’Eurotower. La nomina di Moltrasio, a meno di sorprese, dovrebbe essere ratificata a fine ottobre e dovrebbe coincidere in sostanza con l’avvio della Vigilanza unica europea, fissata per il 4 novembre.
Per il presidente di Ubi si tratterebbe peraltro di una nuova conferma, dopo che lo scorso giugno, in occasione del rinnovo del board, il suo nome è stato scelto per la vicepresidenza dell’Eacb. La sua candidatura verrebbe così preferita a quella di altri membri del comitato esecutivo dell’associazione che riunisce 3.700 istituti bancari popolari e cooperativi con oltre 56 milioni di soci e 850mila collaboratori. Il board dell’Eacb, presieduto dal francese Christian Talgorn (che fa parte della Fédération Nationale du Crédit Agricole), comprende anche il tedesco Gerhard Hofmann, l’altro vicepresidente dell’associazione (che fa parte del board della Volksbanken e Raiffeisenkassen tedesca); l’austriaco Rainer Borns (dell’Österreichische Volksbank) e l’olandese Marinus Minderhoud, di Rabobank Nederland.
Il tavolo di lavoro che l’Eacb sta predisponendo in vista della Vigilanza Unica avrebbe compiti di lobbying e di analisi degli effetti, in termini di regulation e governance, che la supervisione bancaria unificata potrebbe comportare sul mondo popolare-cooperativo. Sul tavolo c’è soprattutto il tema di una maggiore apertura del settore agli investitori istituzionali. Il settore è in fermento anche in Italia, come dimostra il tentativo di auto-riforma avviato in queste settimane da Assopopolari, che dovrebbe sfociare in una proposta di legge nel corso del 2015. Del resto alcune banche popolari si sono già mosse nel segno di un rinnovo della governance interna. Tra queste c’è proprio Ubi, che con il voto di maggio ha assegnato più peso ai soci di capitale, sia nella formazione delle liste che nell’assegnazione dei posti nei consigli. Un risultato importante, raggiunto da Ubi peraltro in maniera fluida, tanto che il voto in assemblea a maggio è stato quasi unanime. Non è escluso che anche questo possa anche aver contribuito alla costruzione di un ampio consenso attorno alla figura del manager italiano.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come prevedevano alcuni un mese fa, allo spuntare della lista di Bluebell per il cda di Mediobanca, ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google entra nel mirino dell’Autorità antitrust italiana che, prima in Europa, ieri ha aperto un ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le imprese e i committenti non saranno lasciati soli. Anche a chiarire la posizione di alcuni player...

Oggi sulla stampa