Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Modello Intrastat verso l’addio

Il modello Intrastat servizi acquistati sarà soppresso. Ma non si sa quando. La cancellazione dell’adempimento è già scritta, nero su bianco, nell’art. 50-bis, comma 4, del dl n. 69/2013 (il cosiddetto decreto del Fare), aggiunto dal parlamento in sede di conversione nella legge n. 98/2013. La decorrenza (e l’efficacia) della norma, però, dipende dalle disposizioni di attuazione che dovranno essere emanate con un decreto del ministro delle finanze. Decreto che, a sua volta, dovrà essere emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore di un regolamento che dovrà ridefinire le informazioni da annotare nei registri Iva, allo scopo di allinearne il contenuto con le segnalazioni previste dal regime «premiale-bis», prefigurato dallo stesso art. 50-bis, nonché di abrogare gli adempimenti comunicativi e dichiarativi superflui.

Un percorso piuttosto tortuoso, dunque (e soggetto al pericolo di inazione che non di rado rende «lettera morta» le leggi), quello che dovrebbe realizzare, alla fine, la soppressione dell’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle prestazioni di servizi generiche acquisite da committenti nazionali presso soggetti passivi dell’Ue, previsto in seno all’art. 50, comma 6, del dl n. 331/93, come modificato in occasione della riforma della territorialità Iva del 2010.

Obbligo, per la verità, non contemplato dalla normativa comunitaria, che impone la presentazione dell’elenco riepilogativo delle prestazioni rese, ma non impone né autorizza gli stati membri a imporre quello speculare per le prestazioni acquisite.

In ciò, peraltro, la normativa comunitaria sugli scambi intracomunitari di servizi si differenza, singolarmente, da quella relativa ai beni, che autorizza invece gli stati membri, al fine di esercitare un controllo più puntuale delle transazioni, a pretendere l’elenco riepilogativo anche per gli acquisti. Si deve sottolineare che il citato comma 4 dell’art. 50-bis prevede la soppressione dell’adempimento in via generale, per tutti i contribuenti, indipendentemente dall’adesione o meno al regime di cui appresso.

Regime «premiale-bis». Il comma 1 dell’art. 50-bis introduce un nuovo regime, che si potrebbe definire «regime premiale-bis» per distinguerlo da quello introdotto dall’art. 10 del dl n. 201/2011 e tuttora non attuato (c’è soltanto, all’interno del modello Unico, il campo per l’opzione).

Secondo le nuove disposizioni, a decorrere dal 1° gennaio 2015 i titolari di partita Iva potranno comunicare in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati analitici delle fatture di acquisto e di vendita, sia di beni sia di servizi, con le relative rettifiche in aumento e in diminuzione, nonché l’ammontare dei corrispettivi delle operazioni effettuate e non soggette a fatturazione.

Queste informazioni dovranno essere trasmesse quotidianamente, il che, sembra di poter dire, limita in concreto l’accesso al regime ai contribuenti che emetteranno e riceveranno esclusivamente fatture in formato elettronico; in assenza di questo presupposto, infatti, è difficile immaginare che si possa adempiere all’onere di trasmissione quotidiana delle informazioni, anche se, per espressa previsione di legge, l’attuazione delle disposizioni dovrà essere informata «al principio della massima semplificazione per i contribuenti».

I soggetti Iva che aderiranno al sistema, saranno «premiati» con i seguenti vantaggi, previsti dal comma 3 dell’art. 50-bis:

a) esonero dalla comunicazione dell’art. 21, dl n. 78/2010 (elenco clienti/fornitori e spesometro)

b) esonero dalla comunicazione dell’art. 1, dl n. 40/2010 (operazioni con soggetti di paesi «black list»)

c) inapplicabilità della responsabilità solidale ex art. 60-bis, dpr 633/72 (Iva non versata da parte del fornitore di determinati beni)

d) inapplicabilità dell’art. 20, primo comma, dpr 605/73 (comunicazione contratti d’appalto e somministrazione)

e) inapplicabilità dell’art. 1, primo comma, lett. c), ultimo periodo, del dl n. 746/83 (invio dei dati delle lettere d’intento)

f) inapplicabilità dell’art. 35, comma 28, dl n. 223/200 (responsabilità in materia di appalti e subappalti).

Tutti questi vantaggi sono già «promessi» dalla legge, ma sono comunque necessarie le disposizioni attuative.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa