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Moda, cibo e videogame le sfide 2021 per i legali

Non importa se il soggetto da proteggere sia un avatar con le sembianze di Chiara Ferragni, un campione di Fifa, o anche il destinatario della pizza da asporto, la sfida legale del 2021 sarà ancora una volta sulla tutela dei dati personali e sulla sicurezza informatica per evitarne il furto.

Questo è il tratto comune che emerge dalle “Legal predictions” 2021”, le previsioni legali messe a punto anche quest’anno dal team italiano del dipartimento Intellectual property and technology di Dla Piper. Una analisi sui fronti caldi della consulenza legale connessa all’innovazione, diventata una consuetudine per la filiale italiana dello studio internazionale, che il Sole 24 ore è in grado di anticipare.

Certo, quest’anno era impossibile azzardare qualsiasi previsione basandosi, come al solito, soltanto sul fiuto del proprio team. Per il post Covid quindi il dipartimento ha scelto di chiedere direttamente alle aziende clienti: più di cento tra medie e grandi realtà, 70% delle quali a trazione italiana, il resto multinazionale. A tutte sono state poste principalmente due domande: in che modo il Covid ha impattato sul business e la previsione su quale sarà il tema centrale del 2021, la strategia che aiuterà a risollevarsi più in fretta possibile. Ad entrambe, in sintesi, la riposta è solo una: digitalizzazione. «Più il settore si è trovato lontano dalla piena digitalizzazione allo scoppio della pandemia, più l’impatto è stato potente», osserva Gualtiero Dragotti, partner responsabile del dipartimento di Ipt di Dla Piper, secondo il quale dopo lo smarrimento iniziale tutti stanno ora velocemente recuperando. E quindi man mano che il business viene digitalizzato, pesa sempre più la gestione dei nuovi dati personali raccolti su clienti e fornitori.

La moda

Il fashion e retail è un po’ l’esempio guida di questi processi. Partito da una digitalizzazione non cruciale (alcuni brand avevano persino scelto di non affidarsi all’e-commerce), ha cambiato rapidamente volto in questi mesi e ora sperimenta modalità di gestione del rapporto con i clienti pionieristiche. Elena Varese, lead lawyer e co-head del sector Consumer Goods and Retail sempre nel dipartimento Ipt fa un esempio: «Oggi chi vuole comprare un paio di scarpe può provarle e visualizzarle scaricando una app, ma per farlo deve cedere i propri dati, che il produttore deve trattare in modo conforme alle regole sulla privacy». Con le sfilate virtuali e gli eventi in streaming anche quest’anno i legali saranno chiamati ad affrontare temi del tutto nuovi. «Con sfilate che sono vere e proprie opere d’autore, con il contributo corale di registi, scenografi, musicisti – continua Varese – in che modo i diritti d’autore possono essere ripartiti? E per quante volte ricondivisi sui vari canali social?». Proprio lo sbarco in massa su diversi social porterà sempre più all’attenzione degli avvocati il tema dei diritti di immagine. «Anche i contratti delle modelle, per fare un esempio, dovranno essere aggiornati», conclude l’esperta.

Lo sport e i media

Anche nel 2021 proseguirà la tumultuosa crescita degli sport virtuali e dei videogame. «Purtroppo in Italia il settore è quasi del tutto privo di regolamentazione», ricorda Dragotti. Le sfide legali saranno ancora più complesse. «Ad esempio se un diciasettenne vince il torneo di League of legends come va inquadrato? È?uno sportivo o un artista? E può godere del bonus impatriati? Chi può gestire la sua immagine: lui o la sua squadra? Tutti interrogativi ancora senza una risposta certa in Italia e in gran parte d’Europa», conclude Dragotti.

Per quanto riguarda i media, un effetto indiretto del boom dello streaming sarà, secondo Dla Piper, la revisione del valore del magazzino titoli. Cambia infatti la fruizione dei film e anche un titolo vecchio se può essere proposto facilmente, magari grazie agli algoritmi, può valere di più. Per gli avvocati quindi si prevede un forte impegno nella revisione delle “librerie” e nel rinegoziare gli accordi di cessione diritti. Ma il trend dominante, almeno per il 50% delle aziende interpellate sarà la monetizzazione dei dati per campagne promozionali su misura, «anche per – si legge nella ricerca – compensare le richieste di rinegoziare i prezzi dei diritti sugli eventi».

La tutela dell’Ip

Anche se non è un settore, sarà sicuramente una tendenza del 2021. Da sempre, in realtà, la difesa legale di marchi, brevetti e in generale della proprietà intellettuale è di per sé anticiclica: «Quando i ricavi diminuiscono – si legge nelle “predictions” – le aziende tendono ad accrescere la difesa dei loro asset intangibili, cosa che paradossalmente porta a una crescita delle liti sulla proprietà intellettuale». E in questo senso il 2020 non ha fatto eccezione, con una crescente domanda di tutela giudiziale in campo Ip. «Rallentata solo in parte all’inizio del lockdown – si sottolinea nel documento – con la sospensione momentanea delle udienze. Ma anche in questo settore l’accelerazione verso il digitale sarà un driver di efficienza».

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