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Mobilità più in deroga al Sud

Mobilità in deroga ai lavoratori che ne avranno beneficiato per oltre 3 anni della durata massima di 5 mesi ovunque, ma non al Sud (dove si aggiunge un trimestre). E, per i dipendenti a cui il trattamento è stato erogato per meno di un triennio, la soglia sarà di sette mesi nel 2014, che saliranno, però a dieci nel caso vivano nel Meridione. È una delle novità della riforma della cassa integrazione in deroga, la cui bozza di decreto interministeriale, che circola da alcuni giorni (si veda ItaliaOggi del 27/11/2013), è stata trasmessa dal dicastero del welfare alla Conferenza stato-regioni e attualmente si trova sul tavolo della Ragioneria generale dello stato, che dovrà analizzarne la consistenza finanziaria; a breve saranno convocate le parti sociali e, successivamente, si avrà il parere delle commissioni competenti in Parlamento.

Il provvedimento, pensato con l’obiettivo di rendere omogenei i criteri per la concessione degli ammortizzatori in tutto il territorio nazionale e selezionare nella maniera più adeguata la platea degli aventi diritto (in base a quanto anticipato dalla legge 85/2013 sul rifinanziamento della misura di sostegno al reddito), presenta, in realtà, delle difformità aggiuntive per i residenti nelle aree del Mezzogiorno sul versante della messa in mobilità per i disoccupati con i requisiti di anzianità aziendale previsti dalla legge 223/1991. In ogni caso, recita la bozza di decreto, «a decorrere dal 1° gennaio 2017, il trattamento di mobilità in deroga non potrà più essere concesso», stando a quanto deciso dall’ex ministro Elsa Fornero con la sua riforma del mercato del lavoro (92/2013).

Quanto all’intero impianto del restyling, il testo stabilisce come, a partire dal prossimo anno, la cassa in deroga potrà essere riconosciuta per un massimo di otto mesi, sia per le imprese soggette alla disciplina in materia di cig e alla normativa sui fondi di solidarietà, sia a quelle che sono fuori dal perimetro di tali regole; per le prime, però, nel periodo 2015-16 il tetto stabilito sarà di 5 mesi nell’arco di un anno e di 11 mesi per la durata del biennio («mobile», non «solare»), mentre per le altre aziende sempre nel 2015-206 si imporrà una durata massima di 12 mesi nell’arco del biennio «mobile», e non più di un semestre nel singolo anno. Sui tempi e le modalità di accesso allo strumento, si precisa come la domanda per ottenere la cig o per usufruirne ancora mediante una proroga debba essere presentata in via telematica all’Inps «entro il termine perentorio di 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso, al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione, o la riduzione dell’orario di lavoro»; in caso la richiesta venga inoltrata tardivamente, «è prevista la decurtazione del trattamento», con il via libera all’integrazione salariale «dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione», mentre l’Inps, prima di trasmettere l’istanza per l’istruttoria alla regione o provincia autonoma competente o al ministero del welfare, ne controllerà la regolarità, quantificando le risorse occorrenti per la copertura finanziaria.

Dispiace, dice a ItaliaOggi Gianfranco Simoncini, coordinatore degli assessori regionali al lavoro, «l’assenza degli apprendisti come beneficiari» del sussidio. D’accordo, dunque, alla definizione di nuovi, più efficienti parametri, però, conclude, «il 2013 rischia di vedere migliaia di lavoratori scoperti, perciò chiediamo al governo di provvedere, perché a noi serve innanzitutto la certezza della dotazione» della cassa integrazione.

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