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Mobilità e lavoro, ricette per la ripresa

Milano Si comincia con l’intervista alla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, alle 16.30 in diretta streaming su Corriere.it per «L’Italia che investe». L’evento digitale condotto da Daniele Manca, vicedirettore del «Corriere», affronterà il tema della ripartenza dopo l’emergenza coronavirus, partendo dal ruolo che potranno giocare le infrastrutture e la mobilità in una «fase 2» in cui il lavoro cambierà almeno per un certo periodo.

La crisi economica scatenata dal diffondersi del Covid-19 avrà un impatto pesantissimo sulla crescita. Il Fondo monetario internazionale ha stimato per il 2020 un taglio del Pil per l’Italia del 9% e una rallentamento globale del 3%. Nei periodi di recessione da sempre le infrastrutture hanno rappresentato un volano e il nostro Paese ha bisogno ora di investire in infrastrutture digitali e tradizionali: pubblico e privato dovranno fare la loro parte, con la consapevolezza che altri Paesi dell’Ue useranno l’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato per imprimere alle aziende la svolta necessaria a traghettarle attraverso la transizione digitale e verde mantenendole competitive. Il rischio è restare indietro anche là dove non lo eravamo.

L’intervista alla ministra De Micheli sarà il punto di partenza del confronto — rigorosamente a distanza — con gli altri ospiti dell’incontro sul tema della ripartenza: Andrea Gibelli, presidente del gruppo FNM (ex Ferrovie Nord Milano) e Asstra; il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, e il presidente dell’Associazione industriali di Brescia e del gruppo Feralpi, Giuseppe Pasini. Nella serie di appuntamenti «L’Italia che investe», imprenditori e rappresentanti dell’economia italiana si confrontano sulle tematiche destinate a rimanere sul tavolo anche quando sarà terminata l’emergenza sanitaria. La mobilità pubblica risentirà profondamente delle regole di distanziamento e anche dell’organizzazione del lavoro che influenzerà la vita dei pendolari. La pianificazione avrà bisogno del contributo degli esperti, le competenze delle Università saranno fondamentali per mettere a punto programmi efficaci ed efficienti. In questa trasformazione la manifattura sarà fortemente toccata in tutti i suoi comparti. La ripartenza dell’industria è delicata, le filiere superano i confini nazionali e dell’Ue. Non è un caso se gli industriali chiedono un coordinamento e anche nella road map per l’uscita dal lockdown presentata dalla Commissione Ue si sottolinea la necessità di coordinamento tra i Paesi europei.

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