Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mobilità, allarme Cnai

Sempre più interventi a danno delle imprese. Non finiscono, anzi continuano, i tagli che danneggiano l’occupazione e il mantenimento dei livelli occupazionali.

Oggetto di interpellanza parlamentare è in questi giorni la questione relativa alla proroga di agevolazioni per le assunzioni di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

Il Centro Studi Cnai ha lanciato l’allarme spiegando che la legge di Stabilità 2013, non ha dato seguito alla proroga anche per l’anno 2013, recante la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo, cosiddetta piccola mobilità, e di fruizione delle agevolazioni contributive connesse al loro impiego.

In merito alla mancata proroga, l’Inps è intervenuto con le circolari n. 13 e n. 150 a precisare che non sono riconosciute le agevolazioni per le assunzioni, effettuate nel 2013, di lavoratori licenziati prima del 2013; che non è possibile riconoscere le agevolazioni per le proroghe e le trasformazioni a tempo indeterminato, effettuate nel 2013, di rapporti agevolati instaurati prima del 2013; che, in via cautelare, è anticipata al 31 dicembre 2012 la scadenza dei benefici connessi a rapporti agevolati, instaurati prima del 2013 con lavoratori iscritti nelle liste di mobilità a seguito di licenziamento individuale.

Il Centro Studi Cnai ricorda che ad aprile del 2013 il Ministero del lavoro, è intervenuto mediante decreto direttoriale n. 264, in considerazione della crisi economica che ha comportato, specie presso le piccole e medie imprese, un notevole incremento di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, i quali non danno luogo all’iscrizione dei lavoratori interessati nelle liste di mobilità di cui all’articolo 6 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e ai conseguenti benefici in caso di assunzione e, ritenendo di dovere prioritariamente agevolare il reimpiego dei lavoratori licenziati da imprese che occupano anche meno di quindici dipendenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro, per destinare 20.000.000,00 di euro tramite il Fondo di rotazione per la formazione professionale e l’accesso al Fondo sociale europeo, al fine di prevenire tali fenomeni di espulsione dal mercato del lavoro.

Il beneficio, a favore dei datori di lavoro privati che nel corso del 2013 hanno assunto, a tempo determinato o indeterminato, anche part-time o a scopo di somministrazione, lavoratori licenziati, nei 12 mesi precedenti l’assunzione, da imprese occupanti anche meno di 15 dipendenti per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro, è stato quantificato in 190,00 euro mensili per 12 mensilità per i lavoratori assunti a tempo indeterminato e in 190,00 euro mensili per sei mesi per i lavoratori assunti a tempo determinato.

In caso di rapporto di lavoro a tempo parziale il beneficio mensile è moltiplicato per il rapporto tra l’orario di lavoro previsto e l’orario normale di lavoro.

Lo stesso beneficio è riconosciuto altresì nel caso di lavoratori soci di cooperative che stabiliscano con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo un ulteriore e distinto rapporto di lavoro, in forma subordinata.

Secondo l’art. 4 del suddetto decreto a firma del direttore generale del Ministero del lavoro, l’Inps autorizza il beneficio di cui al presente decreto nei limiti delle risorse disponibili, sulla base della valutazione ex ante del costo legato a ogni assunzione agevolata.

Interviene ancora il Centro Studi Cnai a precisare che la mancata proroga delle norme concernenti la cosiddetta piccola mobilità incide anche sulla disciplina dei rapporti instaurati, ex art. 7, comma 4, dlgs 167/2011, con apprendisti precedentemente licenziati per giustificato motivo oggettivo e iscritti nelle liste di mobilità.

Sulla base delle circolari citate, l’Inps con il messaggio n. 17941, ha invitato le proprie sedi a «riprendere l’attività di verifica circa la spettanza dei benefici riguardanti i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità», in seguito tornata sull’argomento con il messaggio n. 18639 sostenendo che «in attesa di indicazioni specifiche del Ministero del lavoro, non procederà, al momento, alla richiesta delle agevolazioni usufruite dai datori di lavoro che hanno assunto nel corso del 2012 lavoratori della c.d. «piccola mobilità» e i cui rapporti sono proseguiti nel 2013, anno per il quale manca la copertura economica, per effetto della mancata reiterazione della norma».

Il presidente del Cnai Orazio Di Renzo interviene sull’argomento a sostegno della piccola e media impresa che continua a essere vessata da una serie di azioni politiche approssimative e dannose; evidenziando alcuni punti. A tutt’oggi le aziende sono parcheggiate in un limbo in attesa di decisioni tra Inps e ministeri, quindi non sanno se restituire il beneficio e se mantenere in essere il lavoratore o loro malgrado, licenziarlo; cosa assai più ambigua, è la contraddizione di fatto che si è creata; la legge di Stabilità 2013, ovvero la 228 del 24 dicembre 2012 non aveva disposto alcuna proroga dell’agevolazione, tuttavia il decreto direttoriale del Ministero del lavoro, ad aprile del 2013 decreta il finanziamento del beneficio, quindi viene da pensare che la copertura di bilancio c’è; solo in un secondo momento è avvenuto un dietrofront dell’Inps. La situazione non è affatto limpida e i conti non tornano.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa