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Mobili e lavatrici, bonus più elastico Via il tetto massimo di 10 mila euro

Novità sul fronte del Piano Casa varato dal governo di Matteo Renzi. Ieri al Senato è stato votato un elenco di emendamenti al decreto legge, che contiene le misure in materia di emergenza abitativa. Le commissioni Lavori pubblici e Ambiente di Palazzo Madama hanno passato al vaglio le proposte di modifica dei relatori Franco Mirabelli e Stefano Esposito, entrambi del Pd. I principali emendamenti su cui il governo si è impegnato a individuare le coperture riguardano l’ampliamento delle modalità di utilizzo del bonus per mobili e elettrodomestici, un ulteriore incentivo per coloro che sottoscrivono contratti di affitto concordati e, infine, la conferma che gli effetti della sanatoria per gli inquilini «riemersi» da contratti in nero sono fatti salvi, indipendentemente da una precedente bocciatura da parte della Corte Costituzionale.
In dettaglio, la proposta votata ieri stabilisce che la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non è più vincolata al valore dei lavori di ristrutturazione (finora la spesa, per esempio, per l’acquisto di una nuova cucina doveva essere inferiore ai lavori di muratura), viene inoltre eliminato il tetto di spesa massimo, fissato a 10 mila euro. Per quanto riguarda i canoni concordati e i comuni in emergenza abitativa la novità risiede nell’introduzione di un’aliquota Imu allo 0,4%. In pratica, la metà di quanto adottato finora. Ai sindaci è stata, tuttavia, lasciata la facoltà di adeguare l’aliquota sia verso l’alto sia verso il basso in misura di 0,3 punti (0,1%- 0,7%). In questo caso le coperture verranno attinte da una parte dei 625 milioni assegnati ai comuni dalla legge di stabilità 2014. Nei comuni dichiarati in stato di calamità è previsto un ulteriore incentivo attraverso l’introduzione della cedolare secca al 10%. Nel decreto legge casa ci sono rassicurazioni anche per chi ha fatto riemergere contratti di affitto in nero. Un emendamento dispone che l’inquilino che aveva denunciato il canone in nero non dovrà restituire al proprietario lo sconto sullo stesso canone in seguito alla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la vecchia norma per difetto di delega.
Tra gli emendamenti approvati figurano anche due proposte del Movimento Cinque Stelle: l’introduzione di un’anagrafe degli assegnatari di abitazioni di edilizia residenziale pubblica, oltre che il censimento degli edifici pubblici da inserire in una banca dati del patrimonio immobiliare, costituita presso il ministero delle Infrastrutture.
Intanto ieri alla Camera è stata votata una mozione che impegna il governo a evitare situazioni di conflitto di interesse in materia di nomine nelle spa pubbliche. L’obiettivo è garantire la massima trasparenza delle procedure. La mozione introduce il tetto di tre mandati e stabilisce che le eventuali riconferme, al vertice di aziende di Stato, saranno subordinate alla valutazione dei risultati. Nel mirino anche gli aumenti di stipendi e compensi per i top manager. Laddove si decidesse di ritoccarli verso l’alto saranno legati «al proporzionale miglioramento sostenibile dei salari». Il provvedimento votato in aula assegna al ministero dell’Economia (azionista delle spa pubbliche) il compito di definire i criteri per garantire piena trasparenza sulle spese in pubblicità, sponsor e comunicazione indicandone i beneficiari.

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