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Mobile, bonus fino a 460 milioni

Oltre 460 milioni di euro. Tanto potrebbe valere, per la filiera italiana del legno-arredo, l’estensione del bonus al 50% per l’acquisto di mobili anche alle giovani coppie, nel 2016, slegato però dal vincolo delle ristrutturazioni che caratterizza invece l’incentivo fiscale introdotto nel 2013 e confermato anche per il prossimo anno. A maggior ragione se nel testo finale della Stabilità sarà mantenuto l’emendamento passato giovedì scorso in Commissione Bilancio del Senato (all’unanimità), che alza da 8mila a 16mila il tetto di spesa per le coppie under 35 (contro il tetto di 10mila euro che riguarda invece il bonus “normale”).
Questa cifra, elaborata dal Sole 24 Ore, è il frutto di una proiezione sulla base dei dati che riguardano il bonus finora applicato – che prevede la detrazione del 50% sull’acquisto di arredi ed elettrodomestici in caso di lavori all’interno della propria abitazione – e relativi all’anno d’imposta 2013. Come emerso dalle dichiarazioni dei redditi 2014, nei primi sei mesi della sua applicazione il bonus ha mosso acquisti per un valore di 836 milioni a beneficio di oltre 173mila persone, con una detrazione media di 241 euro pro capite, che equivale a una spesa media, spalmata su dieci anni, di 4.820 euro. Partendo da questo valore è possibile elaborare una stima del potenziale messo in moto dal “nuovo” bonus, che interessa le giovani coppie sposate o conviventi «more uxorio» da almeno tre anni (in cui uno dei due abbia meno di 35 anni), che nel 2016 acquisteranno mobili destinati alla prima casa. Secondo i dati forniti da Scenari Immobiliari, a fine 2015 saranno circa 130.200 le case acquistate da persone con meno di 35 anni (su un totale di 448mila), e di queste circa 121.300 sarebbero le abitazioni principali. Ipotizzando che non tutte siano intestate a giovani coppie, consideriamo prudenzialmente 60mila unità abitative, da moltiplicare per una spesa media di 7.700 euro (calcolata mantenendo la proporzione della spesa nel 2013). Si arriva così a una stima di circa 460 milioni di acquisti potenziali, in un anno, da parte dei nuovi beneficiari degli incentivi statali.
Si tratta ovviamente solo di una proiezione, che dovrà fare i conti con una norma ancora da definire in molti dettagli (si veda articolo in basso) e che, allo stato attuale, risulta piuttosto restrittiva nella definizione di «giovane coppia». La Commissione Bilancio al Senato, nella sua relazione, stima una platea più contenuta di potenziali beneficiari, per un totale di 37.833 unità abitative e 302,7 milioni di spesa totale.
In ogni caso, il valore potenziale dà il polso dell’importanza di questo provvedimento per rilanciare i consumi interni di un settore che, nonostante rimanga uno dei principali comparti manifatturieri italiani (con 17, 3 miliardi di fatturato nel 2014), ha perso dall’inizio della crisi oltre il 34% del valore, con un crollo del 46% solo sul mercato domestico. Crollo “arginato” negli ultimi due anni proprio grazie all’introduzione del bonus mobili, come spiegano da FederlegnoArredo (l’associazione di settore), che ha calcolato in quasi due miliardi il valore aggiunto portato dal bonus tra il giugno del 2013 e dicembre 2014, e in 10mila i posti di lavoro salvati.
Per questo «l’approvazione da parte della Commissione Bilancio del Senato del raddoppio del tetto del bonus per le giovani coppie è un’ottima notizia – commenta il presidente di Fla Roberto Snaidero – che si aggiunge a quella della conferma del bonus “classico” per il 2016 e conferma la sensibilità di questo governo per un settore strategico del made in Italy». La somma di queste diverse misure fiscali potrebbe infatti dare la spinta decisiva a quei consumi interni che, finalmente, sembrano essersi risvegliati: gli ultimi indicatori a disposizione, relativi ad agosto, sono tutti positivi. «E per la prima volta non soltanto per quanto riguarda il mercato estero – precisa Snaidero – dove continua la nostra attività di promozione dell’arredo made in Italy grazie al supporto del viceministro allo Sviluppo economico e all’Ice». Il Termometro vendite di Fla registra infatti, tra gennaio e agosto di quest’anno, un aumento del 4,6% delle vendite in Italia e il 48% delle aziende intervistate pensa che nel 2016 il mercato interno sarà migliore del 2015 (contro al 37% dell’anno precedente). Inotre, come risulta dai dati Istat , gli ordinativi in agosto erano in crescita, per il mobile, del 2,4%.

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