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Mittel e Hopa stringono i tempi della fusione

di Marigia Mangano

Arriva alla stretta finale la fusione Mittel-Hopa che darà vita alla prima public company in cui conviveranno le due anime di Brescia, quella di Giovanni Bazoli e quella degli ex alleati di Emilio Gnutti. Secondo quanto si apprende è stato perfezionato nei giorni scorsi il divorzio in Tethys tra Mittel ed Equinox, il fondo di Salvatore Mancuso. Contestualmente sono stati nominati gli advisor che determineranno il concambio di fusione: Mittel ha scelto il Professore della Cattolica, Gabriele Villa; Hopa ha affidato l'incarico a PriceWaterhouseCoopers, mentre Earchimede ha nominato Equita.

Mittel sale all'83% di Tethys

Il passaggio cruciale che ha dato il via alla girandola di operazioni allo studio è stata la scalata di Mittel in Tethys. Quest'ultima, la cui proprietà è stata finora condivisa con Equinox, è il veicolo attraverso cui è stato rilevato il controllo di Hopa: la società detiene infatti il 39,78% di Corso Zanardelli, più una call su un altro 23,53%. Due settimane fa Mittel ha rilevato da Equinox il 49,33% di Tethys a un valore di 36 milioni, in linea con il valore della stessa partecipazione iscritta nel bilancio della Mittel a fine 2010. Oggi, dunque, Mittel è salita all'83,33% del capitale di Tethys spa, spianando dunque la strada alla girandola di fusioni allo studio che prevedono alla fusione di Earchimede in Hopa, di Hopa in Tethys e di Tethys in Mittel. Il complesso progetto allo studio, tuttavia, per passare dalla carta ai fatti prevede ancora degli step su cui la squadra del direttore generale di Mittel, Mario Spongano, sta lavorando. Due in particolare: l'esercizio delle call verso le banche socie di Hopa e la determinazione del concambio di fusione.

Sul primo punto, nelle prossime settimane la finanziaria di Bazoli valuterà i tempi per esercitare l'opzione sul restante 16,67% del capitale di Tethys, in mano a Mps e al Banco Popolare. Il passaggio è cruciale, poiché permette a Mittel di salire al 100% di Tethys, rafforzando così la presa su Hopa, che già detiene circa l'85% di Earchimede, la controllata attiva nel private equity. Ma non finisce qui. Perché sempre Mittel dovrà poi esercitare una call sul 23,5% del capitale di Hopa, quota anch'essa nelle mani degli istituti di credito. Quest'ultima operazione nei fatti porterà il controllo della finanziaria bresciana nelle mani del gruppo di Bazoli, dato che solo il 31% del capitale di corso Zanardelli nelle mani dei soci bresciani, ex alleati di Gnutti, resterà «fuori» dall'orbita di Mittel. Se poi questi stessi soci diventeranno azionisti di Mittel, lo si saprà solo in un secondo momento, ovvero quando sarà deciso il concambio di fusione.

Si studia il concambio

Proprio la determinazione del concambio è il secondo livello su cui si sta lavorando. Entro l'estate è prevista infatti la nomina da parte del tribunale del perito. Le società coinvolte hanno già nominato i loro advisor. Una volta che i consigli di amministrazione si saranno pronunciati e il concambio otterrà il via libera del perito, si procederà con la convocazione delle assemblee e, dunque, con il perfezionamento delle fusioni. Un percorso che – secondo quanto si apprende – sarà tecnicamente definito entro l'anno, ma già per l'estate i passaggi più importanti dovrebbero essere chiusi.

Di pari passo con il riassetto Mittel-Hopa, procede anche quello di Bios-Sorin. Se ai piani alti della finanziaria di Bazoli Equinox esce di scena, lo stesso non può dirsi lungo la catena Bios-Sorin dove invece il fondo si rafforza. Mittel e Equinox hanno infatti deciso da un lato di mantenere invariato l'assetto di governance relativo alla partecipazione in Sorin, detenuta appunto attraverso Bios (19,196%) e Tower 6 (6,693%) e regolata da un patto parasociale. Dall'altro lato, però, hanno modificato i pesi societari nella scatola Bios, con un rafforzamento di Equinox che al pari di Mittel e Hopa deterrà il 50 per cento.

 

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