Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Misure di prevenzione autonome

Le misure di prevenzione patrimoniali sono autonome, rispetto a quelle personali e possono, perciò, essere adottate, purchè ne sussistano i presupposti, anche quando queste ultime sono già state eseguite e, persino, quando non sono state neppure disposte, come peraltro sancito da ultimo dall’articolo 18 del decreto legge n. 159/2011 che ha abrogato, fra l’altro, la legge 575/1965, anche quando la misura è stata chiesta prima della sua entrata in vigore.
È quanto stabilito dalla Sesta sezione penale della Cassazione, con sentenza n. 46068 depositata il 6 novembre, che si è trovata ad affrontare una vicenda, snodatasi a cavallo fra la normativa attuale e quella previgente che, al contrario, statuiva il criterio opposto, vale a dire l’accessorietà della misura di prevenzione patrimoniale alla pendenza di procedura o all’esecuzione in atto di una misura di prevenzione personale.
La vicenda aveva avuto origine quando, disposto il sequestro e la confisca di alcuni terreni, a seguito di misura di prevenzione personale, emessa e non ancora eseguita, l’Agenzia del demanio aveva segnalato la presenza, su quegli stessi terreni, di alcuni immobili, sfuggiti alla misura patrimoniale, cui quest’ultima veniva, perciò, estesa.
Il provvedimento veniva, però, revocato, sulla base dell’articolo 2-ter comma 6 della legge 575/1965, dalla Corte d’appello che considerava la misura adottata autonoma e non estensiva della precedente, posto che l’esistenza dei manufatti era già nota, al momento dell’adozione di quest’ultima; ma, soprattutto, poiché la misura di prevenzione personale era cessata, ancor prima che il pubblico ministero avesse formulato la richiesta, inerente quella patrimoniale.
La norma, poi abrogata, stabiliva, infatti, che la misura di prevenzione patrimoniale potesse esser adottata solo nel corso del giudizio per l’applicazione della misura di prevenzione personale o anche durante la sua esecuzione, purchè prima della sua cessazione.
L’applicazione della norma veniva impugnata dal Procuratore generale, in ragione del principio, di cui all’articolo 2-bis comma 6-bis della legge 575/1965, introdotto dalla legge 125 del 2008 e modificato dalla legge 94/2009, della quale la Corte non aveva tenuto alcun conto, se pure già in vigore al momento della richiesta di confisca, norma che introduceva, appunto, l’autonomia fra le due misure.
La norma è stata, poi, abrogata, con l’intera legge che la conteneva, sostituita dal decreto legge 159/2011, che ha confermato, però, all’articolo 18, l’applicabilità disgiunta delle due misure, in continuità con quanto previsto in precedenza.
La Corte, accogliendo il ricorso, ha rilevato come, in sede d’appello, si fosse deliberato, senza tener conto del principio di autonomia, introdotto nel 2008 ed ha aggiunto come il solo precedente, in linea con le tesi dei giudici di merito ed in dissonanza con le altre sentenze tutte conformi richiamate, avesse “saltato” anch’essa il confronto con la disciplina del 2008.
Ponendosi, infine, il problema della successione delle leggi nel tempo, la Corte ha rilevato come la richiesta della misura risalisse al 23 maggio 2011 e come, perciò, a norma dell’articolo 117 del decreto legge 159/2011, dovessero applicarsi le norme previgenti e, quindi, l’articolo 2-bis, comma 6-bis della legge 575/1965, che già statuiva, appunto, l’autonomia fra le due misure.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa