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Mister Rinascente con Antin conquista Grandi Stazioni

MILANO.
La prima privatizzazione del 2016 termina con un successo sia per l’incasso registrato, sia per il progetto che sottende la vendita della concessione ventennale delle Grandi Stazioni. Le Ferrovie riceveranno un assegno da circa 600 milioni (debiti compresi), che è molto di più di quanto investitori internazionali e banche d’affari avevano messo in conto a fine 2015 quando è partito il processo di vendita. A vincere è poi la cordata Antin Icamap Borletti, che oltre ad aver messo sul piatto 953 milioni (di cui 191,5 milioni sono relativi al debito del gruppo), ha in minoranza anche un socio italiano. Maurizio Borletti, da anni residente in Francia è l’erede della famiglia che fondò la Rinascente, e che anni fa insieme alla Prelios rilevò e rivendette i grandi magazzini milanesi .
«Siamo molto soddisfatti dell’operazione – commenta Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del ministero dell’Economia – le privatizzazioni non servono solo a fare cassa, ma contribuiscono alla modernizzazione delle nostre imprese, che dimostrano di essere attraenti anche per gli investitori privati ». Anche perché la gara gestita dall’ad Paolo Gallo ha riscosso un grande interesse, sopratutto all’estero, raccogliendo 17 manifestazioni di interesse che si sono poi concretizzate in 4 offerte vincolanti, di cui la migliore è risultata quella franco-italiana. Non solo Antin, Icamap e Borletti hanno messo sul piatto la maggior offerta economica, ma chi ha vagliato le offerte riferisce che anche il progetto per valorizzare le aree delle 14 maggiori stazioni italiane ha anche le migliori caratteristiche per avere successo. La scommessa di Antin, che è un fondo infrastrutturale francese, è quella di trasformare un luogo di passaggio come la stazione, in un polo di attrazione per negozi e servizi, che diventi una sorta di centro commerciale in città sempre aperto e facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici. Per questo il contributo di Borletti, che con Rinascente prima e Printemps e Lafayette poi, di grandi magazzini e shop in shop si è fatto una discreta esperienza, è risultata la combinazione migliore rispetto a altre cordate come quella di Altarea Apg e Predica (806,5 milioni), Lone Star (800 milioni) e Deutsche Asset Management con 744,5 milioni. «Dentro la nostra cordata sono presenti importanti competenze complementari – spiega Broletti – quella del fondo infrastrutturale Antin e l’expertise di Icamap nell’immobiliare commerciale». L’aggiudicazione formale della vendita avverrà a giorni, dopo i cda degli azionisti Fs (55% del capitale) ed Eurostazioni (45%) di cui sono soci il gruppo Benetton, Caltagirone, Pirelli e Sncf. «La cessione della parte retail delle stazioni è importante per la nostra strategia – ha concluso il presidente di Fs Renato Mazzoncini – che prevede una focalizzazione sulle infrastrutture e sul trasporto».
Sara Bennewitz
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