Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

In missione per guidare le pmi

Nel mercato delle pmi sta emergendo sempre di più la figura del temporary manager, il manager a tempo, chiamato dall’imprenditore per risolvere problematiche specifiche o per sviluppare nuovi progetti aziendali. Una nuova opportunità generata certamente dai grandi cambiamenti causati dalla crisi, ma soprattutto dalla necessità per le pmi di reinventarsi e di modificare un’impostazione troppo rigida e tradizionale di azienda, non più competitiva, muovendosi verso un modello di industria 4.0.

In Italia sono in forte crescita queste figure professionali: negli ultimi anni si calcola un incremento a doppia cifra e se ne contano a migliaia, anche se – non esistendo un albo come per molte altre professioni – è difficile darne una stima precisa. Il temporary manager è un professionista competente, specializzato (generalmente, di mezza età) in grado di affiancare le Pmi nel processo di realizzazione del 4.0. Un professionista dotato di competenze trasversali ed in grado di supportare le aziende grazie all’esperienza, all’azione in tempi rapidi e più efficaci possibili, per risolvere problemi di cui l’azienda soffre. Il temporary manager è una figura chiave che viene contattata dalle aziende nel momento in cui deve partire con nuovi progetti o in caso di problemi che necessitano di un manager con forti skill in quel determinato ambito: la caratteristica del temporary è, infatti, di sapere agire con flessibilità ed in modo rapido andando a risolvere problemi o a sviluppare progetti che si pongono in discontinuità con la linea aziendale adottata fino a quel momento. Ciò differenzia questa figura professionale dai manager inseriti in pianta stabile nel contesto aziendale e, proprio per la duttilità e le conoscenze specifiche, il temporary rappresenta un valore aggiunto rilevante per l’imprenditore che ne fa uso. Proprio il termine «temporary» individua un periodo di lavoro a tempo (da sei a diciotto mesi di media) durante il quale il manager può affiancare e coordinare il lavoro di uno o più manager aziendali svolgendo alcune operazioni divenute necessarie per rendere l’impresa più competitiva o nelle fasi più delicate della vita aziendale: può, infatti, intervenire nella fase di ristrutturazione aziendale, laddove vi siano forti criticità finanziarie andando a lavorare su una vera e propria riorganizzazione strategica interna, ma anche sviluppando progetti specifici di governance, qualità e controllo di gestione; uno dei temporary più richiesti, riguarda i manager che aiutano le imprese nel processo di export e di internazionalizzazione e in quel processo di digital transformation ormai sempre più centrale per le pmi. Per molti manager in carriera si tratta di una scelta, quella di mettere le proprie skill a disposizione dell’azienda e di lavorare per importanti obiettivi a termine, per altri può essere un’opportunità generata dalla crisi, anche se non deve essere vista come un ripiego, da parte di manager o ex dirigenti espulsi dal ciclo produttivo, ma come una vera e propria professione con ampi spazi di crescita: sia per le pmi sia per i professionisti. «Si tratta di un lavoro che dà adrenalina, soddisfazione, ma necessita di impegno e di un notevole bagaglio di know how e di esperienza sul campo», spiega Federico Sacchi, ad di Cdi Manager (società di scopo di Federmanager), «perché il valore aggiunto di un temporary manager, il “manager del futuro”, è saper accompagnare l’azienda nella digital transformation attraverso un’operazione di diffusione, comunicazione e motivazione verso la svolta culturale del cambiamento 4.0, necessario per le Pmi». Una professione, quindi, quella del temporary manager, che sta cominciando a vedere una crescita reale e sempre più significativa e che si sta facendo strada nelle pmi che hanno cominciato a comprendere che, per stare sul mercato oggi, è necessario avere figure che abbiano competenze sempre più elevate e le sappiano trasferire, in un determinato arco di tempo, ai manager inseriti in azienda in pianta stabile.

Filippo Grossi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non è stata una valanga di adesioni, ma c’è tempo fino a domani per consegnare le azioni Creval ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un altro passo avanti su Open Fiber, la rete oggi controllata alla pari 50% da Cdp e Enel, per accel...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il «passaggio di luglio» con la fine del blocco dei licenziamenti per le imprese dotate di ammorti...

Oggi sulla stampa