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Il Mise ammette: «In stallo» i negoziati su Alitalia con Ue

Il Mise dice che «è stallo» nel negoziato con la Ue e «serve una nuova strategia» su Alitalia per evitare di mettere a terra gli aerei. Mentre i commissari hanno comunicato ai dipendenti che non sanno quando potranno pagare gli stipendi di marzo. La comunicazione è arrivata lunedì 29 marzo, tre giorni dopo che è scaduto il termine per accreditare le buste paga.

Venerdì scorso, come anticipato dal Sole 24 Ore il 27 marzo, la compagnia aveva saltato il pagamento, senza dire nulla. Ecco il messaggio dei commissari, anticipato ieri dal sito del Sole 24 Ore: «Gentili colleghe e colleghi, Vi informiamo che da questo mese la cigs base verrà erogata direttamente da Inps e non più anticipata dalla compagnia. (…) Sugli emolumenti del mese di marzo sarete informati non appena disporremo dei ristori relativi ai mesi di novembre e dicembre 2020, compatibilmente con l’insieme degli oneri necessari a garantire la continuità aziendale. Cogliamo l’occasione per inviare a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri per la Santa Pasqua». Firmato: Gabriele Fava, Giuseppe Leogrande, Daniele Santosuosso.

Auguri graditissimi, hanno commentato con ironia alcuni lavoratori. Rimane bloccata la nascita di Ita, la nuova compagnia pubblica per la quale sono stanziati 3 miliardi di euro. Il ministero dello Sviluppo economico, dopo un incontro tra Giancarlo Giorgetti e i tre commissari di Alitalia, ieri sera in una nota ha parlato di «stallo delle negoziazioni con la Commissione europea per il decollo della Newco Ita». «Si ritiene dunque necessaria una nuova strategia di azione da concertarsi con Mef e Mims per permettere la continuità operativa della compagnia aziendale».

È tutto da rifare per il governo Draghi, che aveva avviato un dialogo coordinato con la Ue. Ma la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha posto condizioni durissime per autorizzare il trasferimento delle attività di volo a Ita. Tra cui il dimezzamento degli slot di Linate, il divieto di usare il marchio Alitalia per due anni, lo spezzatino di manutenzione e handling. Il piano di Ita, rivisto dopo le critiche Ue, prevede un decollo con solo 45 aerei passeggeri (erano 113 a fine 2019) e meno di 4mila dipendenti, con 7.500 esuberi potenziali.

Con la «nuova strategia» potrebbe tornare in auge l’affitto del ramo d’azienda «aviation», da Alitalia a Ita. In questo modo Ita potrebbe vendere i biglietti e, attraverso il canone d’affitto, Alitalia riceverebbe liquidità senza richiedere soldi pubblici, che la Ue vieta. Altrimenti nuova strategia potrebbe anche significare dover versare altri soldi pubblici ad Alitalia, per evitare la paralisi operativa. La Ue ha autorizzato l’erogazione solo di 24,7 milioni ad Alitalia di «ristori» Covid. Per una mensilità di stipendi di solito servono 18 milioni. Escludendo l’anticipo della cigs base, onere che passa all’Inps, basterebbero 12 milioni. Per Alitalia comunque troppi. I commissari devono pagare anche le spese per far volare gli aerei.

Il sottosegretario al Mef Claudio Durigon, dopo aver incontrato i sindacati, ha detto: «Abbiamo fatto il mandato di cassa all’amministrazione straordinaria in modo che nei prossimi giorni possano essere pagati gli stipendi ai lavoratori Alitalia». Forse saranno pagati entro Pasqua.

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