Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Mirafiori base europea di Fiat Chrysler»

Non ancora un battesimo. Molto più di una semplice inaugurazione. Se sono Sergio Marchionne e John Elkann a tagliare il nastro di Officina 82, la ex «Meccanica 2» in disarmo da anni e da ieri unica sede per tutta una serie di attività europee tanto di Fiat Chrysler Automobiles quanto di Cnh Industrial, il messaggio è inequivocabile. Le sedi legali e fiscali potranno anche andare all’estero (Cnh l’ha già fatto). Torino però resta centrale. E centrale resta Mirafiori. Non avrebbe senso spostare lì tutti gli uffici del gruppo, e farne il cuore del centro direzionale per l’Europa, se la fabbrica fosse destinata a morire. Officina 82 è dunque il primo passaggio ai fatti dopo le promesse: gli investimenti, peraltro già avviati, continuano e presto arriveranno gli annunci ufficiali; la prima auto sarà la Maserati Levante; il polo del lusso con Grugliasco esce dalla carta e comincia ad assumere contorni concreti. 
Amministratore delegato e presidente lo dicono anche apertamente, in parte. Marchionne: «Pur di fronte alle tante alternative per un’azienda globale come la Fiat di oggi», alla vigilia della fusione che porterà ad Amsterdam la base legale, a Londra quella fiscale, a New York quella borsistica, la scelta della sede europea non solo per centro stile e design (già a Mirafiori) ma anche per amministrazione e dintorni ha un unico «movente»: «Mantenere tutto a Torino». Elkann: «L’obiettivo è chiaro: confermare l’importanza di Torino per Fca».
Poi, certo: non può bastare una palazzina uffici, che pure ospita quasi 3 mila persone, a marcare un rilancio industriale. Per cui è Marchionne a offrire conferme e a lasciar cadere qualche nuovo dettaglio. Si era detto, ma mai con un timbro definitivo, che Mirafiori avrebbe completato l’attuale gamma Maserati con il suv Levante. Così sarà: «Stiamo attrezzando lo stabilimento per quello». Si erano anche ipotizzate date. Inutile: «Occorre stare molto attenti a non affollare il mercato». E paradossalmente la causa del warning sta nei record di Quattroporte e, soprattutto, Ghibli: «Ha ordini tali da coprire la produzione per mesi. E sta entrando adesso in America, con grande successo».
Aggiunge a questo punto, Marchionne, che «bisogna curarli bene, i clienti americani». Ovvietà fino a un certo punto. Sì, l’alto di gamma non soffre troppo neppure in Europa. Ma qui il numero uno Fca non vede «recuperi strutturali» a breve. E infatti se,in attesa del board di mercoledì 30, parla di un trimestre andato «alla grande», il merito è sempre di Usa e Chrysler. Ci tornerà su all’assemblea per la fusione. Intanto, ride alle voci di presunta fusione con Volkswagen («In Germania si sono lasciati trascinare dall’entusiasmo per la vittoria sul Brasile»), conferma che Jeep e Alfa saranno le carte della crescita in Asia («Non c’è alcuna urgenza di un’alleanza»), si augura «le riforme, per il bene del Paese»: «Continuo a pensare che l’agenda di Matteo Renzi sia da completare. Cominciano a criticarlo per una tempistica che non c’è. Cercheranno di sfinirlo. Spero tenga duro e non si lasci intimidire».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa