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Miniproroga per gli aiuti al solare

di Luigi Chiarello  

Proroga a fine agosto del vecchio sistema di incentivi, ma nessun accordo con le regioni sul Quarto conto energia. Oggi, il decreto interministeriale sugli aiuti al fotovoltaico sarà firmato dal ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani e dal ministro per l'ambiente, Stefania Prestigiacomo, nonostante ieri la Conferenza unificata abbia risposto picche al testo proposto dal governo. Il dissenso delle regioni nasce dal rifiuto dell'esecutivo di recepire parte degli emendamenti proposti dagli enti territoriali. E, in particolare, dal no secco alla richiesta di rinviare, a fine anno, la scadenza del Terzo conto energia. Cioè il regime di incentivi attualmente in vigore, azzoppato dal dlgs 28/2011. Restano, comunque, margini di manovra. Secondo il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, il nuovo decreto accoglierà in parte la proposta di slittamento, prorogando la fine del Terzo conto energia da maggio al 31 agosto 2011. Nei fatti, nulla cambia per le aziende straniere, che hanno avviato investimenti nel paese e che hanno annunciato ricorso contro lo stato italiano per violazione dell'art. 10 della Carta sull'energia del trattato di Lisbona (si veda ItaliaOggi di ieri). Infatti, prima di rendere funzionante (e far rientrare negli incentivi) un impianto ci vuole tempo. La scadenza di fine agosto non basterebbe a riattivare gli investimenti bloccati. Al contrario, secondo Saglia, «il decalage deciso dal decreto è graduale; le imprese potranno realizzare i loro impianti con serenità da qui al 2013». E sul versante incentivi il sottosegretario ha chiosato: «Se arrivano al 20-30% il margine è giusto, ma se il livello si attesta al 70% allora è speculazione». Il decreto concepito dall'esecutivo è stato anticipato da ItaliaOggi il 20 aprile scorso. Le tabelle in pagina si riferiscono alla bozza di mediazione discussa ieri in conferenza Unificata. In base ad essa, rispetto al terzo conto energia cambierebbero le sole tariffe per il solare fotovoltaico, non quelle per l'integrato e gli impianti a concentrazione. Resta un'incognita la misura di potenza che caratterizzerà i piccoli impianti. Le regioni sono divise (tra 200 kW e un mW), il governo punta ai 200 kW.

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