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Minimi, un regime a scadenza

di Andrea Bongi  

Niente semplificato per gli ex minimi. La contabilità semplificata delle imprese minori è infatti preclusa per gli attuali contribuenti minimi costretti alla fuoriuscita dal prossimo 1° gennaio 2012 per effetto delle disposizioni di cui all'articolo 27 della manovra correttiva. Contabilità semplificata delle imprese minori che torna invece ad essere il regime naturale di sbocco per tutti quei contribuenti sia minimi che ex minimi, che perdono almeno uno dei parametri previsti dalla legge n.244/2007.

Sembra essere questo lo scenario che si presenta in tema di regimi applicabili ai soggetti che perdono uno dei requisiti per la permanenza nel regime dei minimi previsti sia dall'articolo 27 della manovra correttiva sia dalle originarie disposizioni contenute nei commi 96 e 99 dell'articolo 1 della legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008).

Il regime contabile semplificato delle imprese minori di cui all'articolo 66 del Tuir, i cui parametri di accesso sono stati peraltro recentemente innalzati dalle disposizioni contenute nel dl sviluppo (dl n. 70/2011) resta dunque precluso agli attuali contribuenti minimi costretti alla fuoriuscita dal 1° gennaio 2012 per il mancato possesso di uno o più dei nuovi requisiti previsti al primo e secondo comma dell'articolo 27 della manovra. Per questi soggetti il regime di sbocco naturale, in costanza degli altri requisiti del regime dei minimi, è quello dei cosiddetti ex minimi disciplinato nei commi da tre a cinque della medesima disposizione normativa. Il comma 5 dell'articolo 27 della manovra è infatti chiaro nel precisare come per questi soggetti sia unicamente possibile optare, in alternativa al regime degli ex minimi, per l'applicazione del regime contabile ordinario, con un'opzione valida almeno per un triennio, rinnovabile di anno in anno. Opzione, continua la disposizione testè citata, da comunicare al fisco con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.

Si tratta ovviamente di conclusioni che si possono trarre unicamente dalla interpretazione letterale delle disposizioni normative sopra citate. Saranno con tutta probabilità i decreti attuativi richiesti dalle disposizioni stesse a fare maggiore chiarezza in ordine al passaggio tra un regime contabile all'altro.

Sulla base del testo letterale delle disposizioni della manovra chi fuoriesce dai minimi per effetto dei nuovi paletti introdotti (esempio, inizio attività prima del 31 dicembre 2007) non potrà dunque avvalersi del regime semplificato previsto per le imprese minori ma unicamente del nuovo regime semplificato dei cosiddetti ex minimi o di quello ordinario per opzione. Stante le incertezze che caratterizzano il nuovo regime riservato agli ex minimi il problema dell'accesso alla contabilità semplificata è tutt'altro che secondario. Prima di optare per il regime ordinario infatti questi soggetti potrebbero avere una naturale preferenza per il regime disciplinato dall'articolo 66 del Tuir non fosse altro per i minori obblighi contabili che lo stesso comporta rispetto a quello ordinario opzionabile.

In effetti l'unico vantaggio apprezzabile del regime degli ex minimi è costituito dalla possibilità di non tenere le scritture contabili e continuare a determinare il proprio reddito con i metodi extracontabili già sperimentati per il regime dei minimi. L'assoggettamento ad Iva delle prestazioni effettuate rende però estremamente complesso pensare ad un sistema che non si avvalga di un vero e proprio impianto contabile. Anche se l'imposta sul valore aggiunto sarà versata tramite la liquidazione da effettuarsi nella dichiarazione annuale appare difficile ipotizzare una gestione extracontabile del tributo.

Ecco allora che il passaggio al regime semplificato delle imprese minori potrebbe avere un senso concreto sia per l'individuazione del reddito d'impresa che per la gestione dell'imposta sul valore aggiunto. Regime semplificato che allevierebbe di molto anche la fase di compilazione dei quadri contabili del modello dati rilevanti ai fini degli studi di settore per i quali i contribuenti ex minimi tornano ad essere obbligati alla predisposizione.

Certo il regime degli ex minimi, al contrario di quello semplificato delle imprese minori, mantiene l'esclusione dall'imposta regionale sulle attività produttive. Esclusione però che sia per le ridotte dimensione dei soggetti in questione, sia per le recentissime prese di posizione della Corte di cassazione (si veda ItaliaOggi del 27 luglio scorso), potrebbe essere fatta valere anche indipendentemente dal regime contabile adottato.
 

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